Via Verde, ora il cubo in cemento è un caso

Fossacesia. Il manufatto per i bagni fa discutere, la Soprintendenza alla Provincia: «Va demolito»
FOSSACESIA . Sì alla rimozione del cubo in cemento sulla Via Verde. La Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio raccoglie l’appello del Comune di Fossacesia e invita la Provincia di Chieti a demolire il manufatto vista mare, destinato ad ospitare i bagni pubblici a servizio della pista ciclopedonale della Costa dei trabocchi.
«Le preoccupazioni manifestate dal sindaco di Fossacesia, in particolare in termini di impatto sul sensibile paesaggio costiero della Via Verde, appaiono pienamente condivisibili», è scritto nella nota indirizzata al presidente della Provincia, Mario Pupillo, sottoscritta dal direttore della Soprintendenza Rosaria Mencarelli, e dal funzionario competente, Aldo Giorgio Pezzi. «Si tratta infatti di una costruzione che, indipendentemente dalla tipologia e dalla finitura conclusiva che la caratterizzerà, impatta per la posizione che occupa, in un tratto che consentiva finora la libera fruizione della visuale a mare». Il manufatto in cemento è stato infatti realizzato sul lato mare del tracciato ciclopedonale, di fronte alla vecchia stazione. Dopo la sua costruzione, un anno fa, si erano registrate molte reazioni negative e prese di posizione, tra cui quella del primo cittadino Enrico Di Giuseppantonio, che da allora ha più volte sollecitato l’amministrazione provinciale a procedere all’abbattimento del cubo, suggerendo di sfruttare i locali dell’ex stazione oppure l’area opposta alla Via Verde, che confina con la Statale 16, per dare una nuova collocazione al manufatto.
Dal momento della sua realizzazione, anche la Soprintendenza ha più volte segnalato la necessità di provvedere alla sua rimozione e, nel caso, allo studio di una diversa collocazione. «A ciò si aggiunga», dice la Soprintendenza, «che, in fase esecutiva dei lavori per la costruzione della Via Verde, era necessario il coinvolgimento di questo ufficio proprio per la definizione dell’ubicazione delle diverse strutture a supporto del percorso ciclopedonale».
«Credo che le osservazioni della Soprintendenza segnino l’epilogo di questa vicenda», afferma il sindaco, «per mesi, prima della realizzazione, avevo chiesto che quel fabbricato fosse tolto perché in netto contrasto con il paesaggio che lo circonda, tra l’altro in uno dei punti panoramici più belli della Via Verde, dalla quale è possibile ammirare il Golfo di Venere e i trabocchi che sorgono in quel tratto di mare. Devo ringraziare pubblicamente la Soprintendenza, che mi ha sostenuto in questa battaglia in difesa dell’ambiente e del paesaggio, che da sempre hanno contraddistinto le amministrazioni da me guidate. L’auspicio ora è che si proceda presto allo smantellamento del manufatto». (s.so)
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