Via Verde, stazione nel degrado

San Vito. Scontro tra Comune, Provincia e Ferrovie per la gestione di “Zona 22”
SAN VITO CHIETINO . Da spazio pieno di vita a rifugio per senza tetto, area stracolma di rifiuti e con strutture pericolanti dai ferri arrugginiti e sporgenti. È la sottostazione di San Vito marina, conosciuta come “Zona 22”. Affonda ormai nel degrado, come la stazione qualche metro più a sud che il Comune ha fatto transennare per evitare che pezzi di ferro e intonaco possano cadere sulle persone in transito sulla Via Verde. Uno spettacolo indecente che deturpa la bellezza della costa dei trabocchi e lascia i turisti senza parole. Ma chi deve porre rimedio a questa situazione? Per il Comune di San Vito sono Provincia e Ferrovie dello Stato (Rfi), visto che il comodato d’uso delle strutture è scaduto nel 2020. Per Provincia e Rfi la patata bollente è nelle mani dei Comuni. Insomma, un rimpallo di responsabilità in attesa che la Provincia completi l’esproprio delle strutture che peggiora solo lo stato dei luoghi. E nel frattempo con il Giro d’Italia che passerà sulla Via Verde, le ex stazioni come quella di San Vito potrebbero essere impacchettate come se fossero cantieri, per evitare che l’indecoroso spettacolo salga sulla ribalta internazionale.
ZONA 22
Degrado e abbandono. Ferri vecchi, immondizia, materassi rotti, scarpe, barattoli di colla e vernici, quadri elettrici rotti, sedie sfondate e vetri in frantumi. La ex sottostazione di San Vito marina, nota come “Zona 22” affonda nel degrado. Posizionata proprio sulla Via Verde, da cui si accede attraverso cancelli rotti, la grande area offre uno spettacolo indecente. Tante le foto di denuncia scattate da turisti e cittadini che passeggiano lungo la via. Eppure nel 2011 un gruppo di cittadini riportò alla vita lo spazio. Dopo un lungo dibattito nel giugno 2018 l’amministrazione Bozzelli affidò in sub comodato a tre associazioni -“Polisportiva Arrembaggio”, “La Locomotiva” e “Palestra popolare Trollmann”- l’uso della struttura. Ovviamente c’era il benestare anche delle Ferrovie e della Provincia. Fu una scelta fatta per fermare il degrado delle aree dismesse, che aveva già colpito la stazione poco più a sud. Stazione che cade letteralmente a pezzi. E il Comune, per evitare guai, ha transennato l’area che era in comodato fino al 2020. E negli ultimi due anni chi le gestisce? Per il Comune di San Vito spetta a Provincia e Rfi, per Rfi ai Comuni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
LO SCONTRO
«Il comodato d’uso e il sub comodato che come Comune abbiamo firmato con tre associazioni è scaduto nel febbraio 2020», spiega il sindaco Emiliano Bozzelli. «Con il Covid il mondo si è fermato e anche le concessioni sono rimaste sospese fino al 2021, quando abbiamo riproposto il problema delle aree che affondavano del degrado. Per noi era “tutto finito”, essendo scaduta la concessione, e infatti anche le associazioni erano andate via da Zona 22. Per Rfi, invece, non è così e anche per la Provincia, che nel frattempo ha avviato l’esproprio delle strutture. Insomma c’è un rimpallo di responsabilità, che non amiamo, che ci blocca. Abbiamo anche scritto a Rfi che siamo pronti alla riconsegna formale delle stazioni», aggiunge Bozzelli, «ma dobbiamo comunque tenerle d’occhio. Cercheremo di chiudere l’area e segnalare i problemi perché Ferrovie e Provincia devono intervenire. E, al di là delle beghe amministrative tra enti, bisognerà fare almeno una parziale bonifica della sottostazione, non solo in vista del Giro d’Italia». (t.d.r.)
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