Via Verde, è scontro aperto tra Provincia e associazioni

Pupillo: nessuna strada delle bancarelle, un punto ristoro ogni chilometro e mezzo Ma ambientalisti e operatori economici insistono: «Il tracciato rimanga pubblico»
LANCIANO. Nessun gran bazar o mercatini diffusi lungo la Via Verde. La Provincia respinge le accuse di voler trasformare la pista ciclopedonale della Costa dei trabocchi nella “via delle bancarelle”. Sono 28, su 54 totali, le aree destinate a servizi di ristoro. «Una ogni 1,5 chilometri», calcola il presidente Mario Pupillo. Ma 42 tra operatori economici, associazioni e comitati del territorio insistono: «La Via Verde deve rimanere pubblica e ambientalmente sostenibile».
BOZZA DEFINITIVA Il regolamento di gestione della ciclabile, elaborato dalla Provincia, ha creato un vero e proprio sollevamento del mondo ambientalista e non solo. «Respingiamo le accuse di scarsa trasparenza», replica il presidente dell’ente, Pupillo, «dal 30 settembre scorso abbiamo attivato una fase di ascolto, consegnando la bozza di regolamento ai sindaci che, consultando i portatori di interesse, dovranno proporre emendamenti, integrazioni, sottrazioni. Il 15 dicembre avremo un altro incontro ma non definitivo. L’obiettivo è di approvare la versione definitiva a fine gennaio».
LE AREE Sono 54 le aree residuali individuate dal regolamento di gestione della Via Verde. «Di queste 28 sono interessate da servizi di ristoro», precisa Pupillo, «su 42 chilometri a disposizione, si tratta di un’area destinata a ristoro ogni 1,5 chilometri: la paura di vedere “un gran bazar o mercatini diffusi” è dunque infondata. Con il regolamento si intende limitare e disciplinare le dotazioni di servizi, non liberalizzarle per creare, sì in quel caso, il caos. La Via Verde ha bisogno di servizi per rispondere alle esigenze di coloro che la frequenteranno. Non secondaria poi», rimarca Pupillo, «è la necessità di dare opportunità ad attività economiche o operatori turistici, come di provvedere al costo di gestione della Via Verde».
BAGNI VISTA MARE Quarantadue tra operatori economici, associazioni e comitati del territorio, tuttavia, scrivono alla Provincia preoccupati dei contenuti della proposta di regolamento. E portano ad esempio i bagni in cemento vista mare in corso di realizzazione, come a Fossacesia. «Un servizio necessario per i turisti, ma che non può trasformarsi in un pugno nell’occhio», sostengono, «privo di quella qualità che deve contraddistinguere qualsiasi intervento, a testimonianza della delicatezza della vicenda, della vulnerabilità dei luoghi e della necessità di avere regole stringenti e una pianificazione attenta e partecipata per conservarne la bellezza». Quindi si chiede alla Provincia «di avviare un percorso condiviso con il territorio, di mantenere pubblica la gestione del corridoio verde, di valutare altre forme di collaborazione pubblico/privato che garantiscano il perseguimento dell’utilità pubblica, di esplicitare vincoli chiari sulle attività consentite».
CNA TURISMO «La Via Verde dei trabocchi è un attrattore turistico di primo piano per l’Abruzzo: vanno risolte al più presto le criticità emerse lungo il tracciato e messo a punto un regolamento che consenta di utilizzarne pienamente le enormi potenzialità». Lo afferma il presidente regionale di Cna Turismo, Claudio Di Dionisio, secondo il quale «si deve far presto per poter restituire il percorso alla fruizione nella sua pienezza. Occorre procedere al più presto alla sistemazione delle gallerie e risolvere alcune problematiche che rischiano di trasformare il percorso, soprattutto a causa dei parcheggi che sorgono in prossimità, in un’area a disposizione tanto delle bici che del passaggio dei pedoni».

