Viadotto a rischio, servono 780mila euro

Il cavalcavia di Torre Marino da due anni tra crepe e limitazioni al traffico, FdI: contrade abbandonate. Verna: il progetto c’è
LANCIANO . Crepe, cemento sgretolato, ferri sporgenti e a vista, transito consentito solo con il senso unico alternato, limitazione della velocità a 30 chilometri orari e divieto di transito per i mezzi pesanti, tra cui gli autobus del servizio urbano. È la situazione del cavalcavia di Torre Marino che dall’agosto 2018 tiene col fiato sospeso i residenti delle contrade di Torre Marino e Santa Maria dei mesi ma anche quanti percorrono la strada per raggiungere altre zone come San Iorio, o Frisa, evitando di transitare per Lanciano centro.
Una situazione difficile, che si trascina da anni e si è acutizzata col terremoto del 2018, arrivata in consiglio comunale con una interrogazione del gruppo Fratelli d’Italia, consiglieri Paolo Bomba, Gabriele di Bucchianico e Roberto Gargarella. «Ancora una volta le contrade sono state lasciate da sole», dice Di Bucchianico in aula, «in particolare Santa Maria dei Mesi e Torre Marino. Da due anni ci sono problemi lasciati irrisolti. Il cavalcavia è stato chiuso nell’agosto 2018 per le verifiche, riaperto a mezzo servizio il mese successivo con disagi notevoli per i residenti delle contrade che sono stati anche privati del servizio di trasporto pubblico. Anziani e bambini lasciati a piedi. E in due anni nessuno dell’amministrazione si è preoccupato di contattare la ditta che ha in appalto il trasporto urbano e concordare il passaggio di un mezzo più piccolo. Quanto ancora dovranno attendere i residenti per avere un ponte sicuro e aperto anche agli autobus?».
«La situazione è delicata per i cittadini e per il ponte stesso», risponde Giacinto Verna, assessore ai lavori pubblici, «le scosse di terremoto dell’agosto 2018 hanno portato a fare verifiche sui ponti e su questo cavalcavia sono stati riscontrati problemi nel cemento e nel materiale ferroso dell’impalcato. Dopo una messa in sicurezza abbiamo apposto delle limitazioni. Nel frattempo l’ingegnere Antonio Giancristofaro ha riconsegnato a gennaio 2020 il progetto esecutivo dei lavori; un progetto complesso che ha dovuto fare i conti con la ferrovia che passa sotto il ponte, con la linea in esercizio ancora attiva che l’ha portato ad interfacciarsi anche con la Sangritana. Il costo dei lavori è di 780.000 euro, una cifra enorme per il nostro bilancio ma, avendo ora il progetto esecutivo, possiamo partecipare ai bandi regionali e europei per ottenere i fondi».

