Viadotto a rischio, slittano i contributi È lite in Comune

18 Febbraio 2022

Il cemento a pezzi da 4 anni, scontro tra FdI e Ferrara Di Biase: progetto in ritardo. Il sindaco: fondi in arrivo 

CHIETI. Da 4 anni è considerato un viadotto a rischio con «notevoli criticità», segnalato dal Comune in un rapporto inviato al governo nel 2018 per denunciare le opere pericolanti della città. Per il ponte di via Gran Sasso sono pronti 800mila euro di promesse mentre nessuno sa quando partiranno davvero i lavori per mettere in sicurezza il cavalcavia percorso ogni giorno da migliaia di auto, moto e camion. Sempre a 30 all’ora, il limite imposto dal Comune per evitare danni ai veicoli a causa di crepe e avvallamenti. E ora il ponte finisce al centro di un’altra polemica: FdI denuncia il mancato finanziamento dei lavori da parte del Cipess e garantisce che «la segreteria del presidente della Regione Marco Marsilio ci ha assicurato di un repentino intervento per inserire l’avvio del cantiere nel finanziamento successivo». Il sindaco Diego Ferrara e l’assessore Stefano Rispoli ribattono: «Gli 800mila euro richiesti saranno finanziati appena completato il progetto di fattibilità tecnico economica che è in corso, come si evince dagli elenchi ministeriali. Dire che li abbiamo persi, è una bufala». La certezza è che per tutto il 2022 i lavori non si faranno. «E il ritardo è colpa del Comune», rilancia il capogruppo FdI Carla Di Biase.
ALLARME DA 4 ANNI Da quando, nel 2018, l’ex amministrazione ha denunciato lo stato del ponte e richiesto i fondi per intervenire, le condizioni si sono aggravate: le crepe sono diventate più grandi e gli avvallamenti sull’asfalto più profondi. Servirebbero, in base alla prima stima, 670mila euro per mettere in sicurezza il viadotto. Il dossier inviato al ministero delle Infrastrutture recita: «Il viadotto presenta notevoli criticità (in particolare in corrispondenza dei giunti). Si evidenzia il tratto viario lesionato e degradato, le armature ossidate per assenza di copriferro a causa di infiltrazioni d’acqua e il guard rail deformato. Il tratto pedonale, in un lato del viadotto, risulta interdetto al passaggio». Il passaggio pedonale è chiuso da inizio 2018: l’ordinanza comunale parla di «problemi strutturali e deformazione della ringhiera di protezione» e della necessità di opere di «manutenzione straordinaria». Lavori però mai fatti.
LITE IN COMUNE Secondo FdI, il Cipess non ha concesso gli 800mila euro a causa della mancanza di documenti: «Il Comune non è riuscito a presentare il progetto di fattibilità tecnico economica», dice Di Biase, «abbiamo perso l’immediata cantierabilità a causa dell’inefficienza dell’amministrazione Ferrara. Prendiamo atto che, ai grandi banchi di prova, l’amministrazione Ferrara risulta inadeguata, impreparata e assente, sorda ai reali bisogni della città e capace di vantarsi solo dei lavori precedentemente finanziati. Se il passo continuerà ad essere questo, perderemo anche i contributi già ottenuti, come la Sus. La messa in sicurezza di un’importante arteria cittadina al servizio di abitazioni e scuole, se in sinergia con altri interventi in zona, come a breve il collaudo dello studentato di via Arenazze, avrebbe cambiato il volto di una parte importante della città». Ferrara e Rispoli rispondono: «La città non solo avrà quei fondi», promettono, «ma siamo al lavoro per reperirne altri al fine di ampliare il raggio di azione su un argomento rimasto, purtroppo, negli anni quasi del tutto inaffrontato: il dissesto idrogeologico. I consiglieri di minoranza hanno fatto una figuraccia per la seconda volta, forse troppo frettolosi nello sperare che la nostra comunità perda fondi che invece sono necessari a programmare, o poco abituati a procurarli. Fake news che siamo disponibili ad evitare per il futuro, mettendoci a disposizione di quanti vogliano avere notizie concrete e attendibili sullo stato delle opere, sia quelle ereditate, sia quelle che porteremo avanti con gli oltre 40 milioni che abbiamo raccolto in solo un anno di lavoro».
LA FRANA Per via Gran Sasso, a fare paura c’è anche la frana che interessa il versante sovrastante con un palazzo già demolito e altri 6 solcati dalle crepe.