Viaggio nelle scuole ancora aperte «Così si fa lezione in sicurezza»

La preside Di Renzo gestisce 1.200 alunni: «Pannelli di plexiglass e lavori per allargare la mensa» In alcuni istituti problemi alla rete internet, la dirigente Angeloni: il Comune intervenga subito
CHIETI. Tra chiusure, riaperture e poi chiusure a metà, la scuola ai tempi del Covid è diventata maestra di flessibilità. Con il ritorno in zona rossa sono rimaste aperte solo le elementari e le prime medie. Le seconde e terze medie fanno lezione a distanza, come le scuole superiori che sono a distanza da quando è entrata in vigore la zona arancione. I laboratori restano però in presenza ed è garantita la presenza in aula agli studenti con problemi di disabilità. Paola Di Renzo è l’unica dirigente scolastica teatina a capo di un istituto che comprende scuole superiori, il Classico e l’Artistico, medie ed elementari: oltre 1.200 studenti da gestire con le nuove regole imposte per arginare l’emergenza sanitaria. I 193 allievi della primaria fanno lezione in presenza. I 286 alunni delle medie sono per due terzi a casa, in presenza restano sono le 6 prime classi. Tutti a casa, invece, i 416 liceali del Classico e i 225 dell’Artistico.
Insomma, c’è di tutto e di più per tenere sulle spine la dirigente scolastica, alle prese anche con il problema del distanziamento, delle mascherine da far indossare anche ai bimbi più piccoli ora dopo ora e con le altre regole anti-contagio. «Da noi non c’è stato nessun caso di contagio», dice, «abbiamo anche una mensa autonoma, che ovviamente con l’emergenza sanitaria abbiamo dovuto allargare e ristrutturare in base a rigide prescrizioni». Sui tavoli della mensa sono spuntati, ad esempio, pannelli di plexiglass. Grazie ai 100mila euro di finanziamenti Covid, l’istituto si è potuto dotare anche di una seconda cucina per chi ha problemi di celiachia. «Si va di emergenza in emergenza», continua la preside, «il 4 marzo scorso di colpo abbiamo chiuso tutto e iniziato a lavorare a distanza. Allora la criticità principale è stata la carenza di computer, ora risolta. Poi è arrivata l’estate, scandita dal problema assillante di trovare nuovi spazi per le aule. Devo ringraziare la dirigente dell’Istituto comprensivo 1, Grazia Angeloni, che mi ha permesso di risolvere il problema permettendo il trasferimento di 8 classi del liceo classico alla De Lollis e alla Santa Andrea. Poi la riapertura a settembre, slittata per le elezioni. Eravamo appena riusciti a rimettere in moto la macchina, che il 27 ottobre le superiori sono state chiuse. E ora la nuova riorganizzazione con la zona rossa».
Un percorso a ostacoli, dunque. Confermato anche dalla dirigente Angeloni che, proprio per le difficoltà comportate dall’avvio della zona rossa, rinnova l’appello al Comune perché si sbrighi ad attivare tutte le linee internet nei plessi scolastici del comprensivo 1. Il problema si avverte soprattutto alla Nolli De Lollis e in parte della Cesarii: «Non riusciamo a far fronte come dovremmo al collegamento internet», spiega la dirigente, «e devo ringraziare gli insegnanti che suppliscono come possono con mezzi propri. Il problema è di estrema urgenza, ma ci scontriamo con le inefficienze burocratiche del sistema-Comune. Dal Comune attendiamo anche il ristoro delle spese telefoniche per 20mila euro». Il Comprensivo 1 ha circa 1.200 alunni, le seconde e le terze medie sono in didattica integrativa, vale a dire a distanza. In presenza restano gli alunni con problemi di disabilità.
Didattica via web anche i 1.529 studenti della scuola superiore Di Savoia e i 384 dell’istituto professionale Pomilio, entrambi diretti dalla preside Anna Maria Giusti: «Le due scuole hanno entrambi molti laboratori e quindi i ragazzi tornano in aula, ma con protocolli per la sicurezza rigidissimi. Qualche genitore è preoccupato ed è per questo che è importante stare vicini alle famiglie per tranquillizzare e informare su come stiamo gestendo l’emergenza. I ragazzi che tornano nelle aule per i laboratori sono contentissimi: molti mi hanno detto che non pensavano che la scuola potesse mancare loro così tanto«. Didattica a distanza anche per i 700 studenti del liceo scientifico Masci, diretto da Sara Solipaca: «Con la didattica via internet ci troviamo bene», dice la dirigente, «la facciamo in sincrono su piattaforme specializzata e questo ci aiuta molto, utilizzando lo stesso orario che avevamo per le lezioni in presenza».

