Viaggio per salvare 34 profughi: bus con ucraini accolto in città

Il teatino Gagliardi ha organizzato la trasferta: sul pullman donne e bambini in fuga dalla guerra Ieri l’arrivo a Colle dell’Ara per le prime fasi di assistenza. Il promotore: ho i loro sorrisi nel cuore
CHIETI. Bastano due calci a un pallone o una carezza all’amato criceto per far spuntare di nuovo un sorriso sul volto dei bimbi scampati alla guerra. «Quei sorrisi ti ripagano di tutto», dice Andrea Gagliardi, di mestiere revisore dei conti, fuori dal lavoro organizzatore di viaggi per salvare la popolazione ucraina. È stato lui, insieme ad amici fidati, ad organizzare l’arrivo in Italia di 34 ucraini, in maggioranza donne e bambini, di cui 22 resteranno a Chieti. Gagliardi ha organizzato la trasferta insieme all’amico italo-canadese Domenico Diamante e ad Antonio Mancini del Nucleo operativo Teate che nel centro di raccolta al Centauro, insieme a tante altre associazioni e realtà cittadine, ha raccolto prodotti, medicine e vestiario da inviare in Ucraina.
Gagliardi si è occupato anche di comprare, grazie a donazioni di amici, del materiale sanitario da consegnare all’esercito: «Mi hanno chiesto kit di medicinali e sacchi per cadaveri, che ho personalmente comprato al costo di 40 euro l’uno». L’autobus, pieno di pacchi da inviare, è partito venerdì pomeriggio dal Centauro, sabato è arrivato a Varsavia, nel più grande centro allestito per i profughi in Polonia. Da qui, scaricato il materiale che è andato a Kiev e nel sud dell’Ucraina, il pullman si è riempito di profughi. Domenica è ripartito alla volta di Chieti e ieri mattina è arrivato. Ad attenderlo, oltre alle associazioni di protezione civile che tanto si sono spese per la raccolta dei prodotti, c’erano anche il sindaco Diego Ferrara e gli assessori Fabio Stella e Manuel Pantalone.
«Un’emozione fortissima vedere arrivare i bambini con il sacchetto dei propri pupazzi in mano, oppure con i propri animali di affezione, o mettersi a palleggiare appena scesi da un autobus che ha fatto un viaggio lungo 24 ore», dicono sindaco e assessori. Gagliardi, invece, ha atteso il bus all’uscita dell’autostrada a Dragonara per accompagnarlo a Colle dell’Ara. Qui i profughi hanno fatto i tamponi, qualcuno anche il vaccino, e hanno ritirato il codice fiscale temporaneo. Nel pomeriggio, sempre accompagnati da Gagliardi, quelli partiti senza documenti sono andati in questura. Cinque di loro saranno ospitati al Grande Albergo Abruzzo, alcuni in due case famiglia teatine e il grosso all’hotel Parco Paglia. «È stato tutto molto faticoso ma ce l’abbiamo fatta», dice Gagliardi che sarebbe già pronto a rimettersi in moto per un altro carico, «il sorriso dei bambini e la fatica letta sui volti delle donne restano nel cuore».
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