Viale Europa, un’ondata di furti

Cassaforte smurata a un noto professionista. I ladri segnano con una croce le porte da colpire
CHIETI. Una croce incisa sulla porta di casa e il destino della vittima è segnato. La vittima, in questo caso, è un noto professionista di Chieti. E con lui altre quattro famiglia sono finite nel mirino di bande di ladri d’appartamento che, in questi giorni, hanno ripreso a colpire in città. Soprattutto in viale Europa, ritenuta la zona più borghese di Chieti.
Al professionista teatino che abita propria in questa via della città, hanno letteralmente smurato la cassaforte nascosta dietro a un quadro. E’ inquietante il fatto che la banda di ladri sia entrata in azione di giorno, tra le 11 e le 13 di venerdì scorso quando, come fa ogni giorno, il professionista è uscito di casa per recarsi in centro. Cronometro alla mano, la gang ha forzato il portone d’ingresso blindato, scardinandolo ed aprendolo, senza che nessuno nel palazzo si accorgesse del furto in corso.
In casa, i ladri non hanno toccato nulla ma sono andati dritti verso il quadro che nascondeva, più per motivi estetici che di sicurezza, la cassaforte. E hanno estratto quest’ultima dal muro probabilmente con un piccone. Anche in questo caso, però, il rumore non ha insospettito nessuno del palazzo che conta oltre venti famiglie. Ma solo perché in uno degli appartamenti sono in corso dei lavori di ristrutturazione. La fuga con il “forziere”, prima che il padrone di casa rientrasse e una novità delle indagini, emersa solo ieri mattina, quando la vittima è stata avvisata, dalla polizia di Pescara, che buoni del tesoro di sua proprietà e contenuti nella cassaforte, sono stati rinvenuti nella città adriatica sotto il ponte vicino al Comune. Nessuna traccia del resto. E’ ipotizzabile che la cassaforte sia finita nel fiume. Ma torniamo alla raffica di furti e alle altre famiglie hanno subito la stessa sorte del professionista. Un personaggio teatino molto conosciuto in viale Europa, ha riferito di aver scoperto una croce incisa sul portone di casa. Ha subito provveduto ad eliminarla. Spunta però il sospetto che le bande di ladri mandino complici in avanscoperta. Magari sono quei personaggi che girano per le vie periferiche della città, sempre accompagnati da un bambino, suonando la fisarmonica e scrutando intorno. Non bussano mai alle porte per chiedere l’elemosina, né ti fermano per strada tendendo la mano.
Passano scrutando con interesse case, portoni e balconi come se volessero individuare una via d’accesso facile da riferire ad altri. Ma per ora è solo un sospetto.

