Vico Corsea, lavori in ritardo: protestano negozi e associazioni

12 Maggio 2021

I commercianti: gli operai si sono visti solo per poco tempo L’assessore Verna: l’intervento terminerà entro 70 giorni

LANCIANO. Cantiere aperto a novembre 2020 e lavori da finire entro febbraio per riaprire al traffico vico Corsea, arteria del centro storico chiusa dal 31 agosto 2018 per l’apertura di una voragine nel sottosuolo dopo l’alluvione che aveva colpito la città. Ma il cantiere è abbandonato e i commercianti della zona del Malvò e di piazza Garibaldi, l’associazione Ascom Abruzzo e i residenti pretendono spiegazioni al Comune. Vogliono sapere dove sono i lavori (300.000 euro) per la sistemazione di piastre di acciaio di 2 centimetri di spessore sulla voragine, appoggiate su un sistema di micropali adiacenti ai muri portanti degli edifici e la realizzazione di un sistema di allerta e di allarme che entrerà in funzione nel caso in cui dovessero verificarsi delle piene improvvise. Un lavoro che permetterà di nuovo il transito delle auto, ma di cui non c’è traccia. «Sul posto», affermano il presidente regionale di Ascom Angelo Allegrino e quello cittadino, Rocco Finardi, «gli operai si sono visti solo per qualche giorno a novembre, alla presentazione in pompa magna dei lavori, poi più nessuno. Il cantiere è stato abbandonato e versa nel degrado più assoluto, con la strada principale e i vicoli che fungono da orinatoio pubblico e da discarica, dato che vengono abbandonati sacchetti di spazzatura, bottiglie e rifiuti di ogni genere. Della soluzione promessa dal Comune per fine febbraio non c’è traccia, e siamo già a metà maggio».
«In questi mesi si sono susseguiti controlli, una perizia di variante e anche il subappalto da parte dell’unica ditta che rispose alla gara (la Tosco srl) per realizzare i micropali e potenziare la rete di deflusso delle acque bianche in vico Corsea», spiega l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna. «È stata necessaria una perizia di variante al progetto dell’architetto Piergiorgio Renzetti, del geologo Luigi Carabba e dell’ingegnere Gianmichele Rapino perché durante i lavori di pre-scavo, per individuare e verificare i punti dove andrà realizzato il sistema di micropali, si sono trovati degli imprevisti, ad esempio il passaggio dei sottoservizi e persino di un cavo dell’alta tensione nel cunicolo del Malvò. La perizia è stata riconsegnata a marzo. Dopo i passaggi anche al genio civile c’è stato il subappalto ad una ditta che avvierà i lavori attorno al 20 maggio. Dureranno 70 giorni, salvo altri imprevisti». Che potrebbero esserci visto che si parla di un cunicolo antico, di una zona delicata quella del “fosso malsano”. «La passerella in acciaio riaprirà la via», chiude Verna, «ma è un intervento tampone in attesa dello studio sul dissesto idrogeologico e idraulico del centro storico del professor Nicola Sciarra che indicherà i lavori, definitivi, da realizzare».
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