Vico Corsea riapre dopo 4 anni: ora cambia la viabilità in centro

18 Maggio 2022

Domani mattina il taglio del nastro: una piastra d’acciaio copre la voragine che si era aperta nel 2018 «Un sistema di sicurezza entrerà in funzione nel caso in cui si verificheranno piene improvvise»

LANCIANO. Domani mattina riapre al traffico vico Corsea. Dopo quasi 4 anni di attesa, ossia dalla chiusura della via avvenuta il 31 agosto 2018 quando si aprì uno squarcio nel sottosuolo a causa dell’alluvione che colpì la città, e dopo le proteste di residenti e commercianti della zona storica di piazza Garibaldi, Civitanova e Borgo per una parte della città tagliata fuori dal mondo, sono finiti i lavori. L’intervento ha consentito di sistemare una piastra di acciaio sulla voragine, appoggiata su un sistema di micropali adiacenti ai muri portanti degli edifici; un modo per permettere il passaggio delle auto e la collocazione di un sistema di allerta e allarme che entrerà in funzione nel caso in cui dovessero verificarsi delle piene improvvise.
Un lavoro da 300mila euro, approvato nel dicembre 2019, che si è dimostrato complicato e che ha portato anche a fare una perizia di variante al progetto, curata dall’architetto Piergiorgio Renzetti, dal geologo Luigi Carabba e dall’ingegnere Gianmichele Rapino: durante i lavori si sono trovati dei sottoservizi e persino un cavo dell’alta tensione nel cunicolo del Malvò.
«L’intervento», spiega l’assessore all’assetto del territorio Paolo Bomba, «è servito per mettere in sicurezza il condotto fognario, ricostituire i diversi tratti crollati per ripristinare il transito ai veicoli in superficie».
«Un condotto, quello del Malvò, realizzato a partire dalla metà del XIX secolo su progetto dell’ingegnere Adolfo De Leone e, successivamente, ampliato con l’architetto Filippo Sargiacomo», precisa Renzetti, «che è vincolato e che è stato più volte ricostruito poiché danneggiato a seguito di eventi meteorologici simili a quello del giugno 2018».
«In superficie si vede la struttura metallica», riprende l’assessore Bomba, «che è distaccata dal pavimento e sorretta da telaio di profilati metallici posti su fondazioni indirette costituite da 28 pali che scendono a 9 metri di profondità e da un’armatura a spirale. È stato posizionato anche un sistema antiallagamento con l’installazione di un semaforo in piazza Malvò collegato con un sensore posto all’interno del condotto fognario che, in momenti delicati, invia il segnale di allerta che poi blocca il traffico su via Corsea. La griglia è amovibile per permettere altre indagini del fragile sottosuolo». Che ha problemi ma anche tesori.
«Gli studi e i sopralluoghi condotti in questi mesi, anche con l’ausilio del laser scanner, hanno permesso di individuare l'esatta posizione e le dimensioni del condotto in laterizio e anche del Ponte dei Calzolari interrato nella seconda metà del 1800», precisa Renzetti. «Era una delle tre strutture infatti che permettevano di oltrepassare il fosso malsano, del Malvò. Travati anche cunicoli e caverne sotterranee».
La riapertura di vico Corsea incide in primis sulla viabilità. Come precisato da Bomba, in via Umberto I si tornerà a salire verso i funai (e non più a scendere come è oggi); chi arriva da via Valera potrà andare dritto verso via Umberto I e non più essere obbligato a svoltare a sinistra verso la piazza; ovviamente, si potrà passare sulla griglia in vico Corsea per sbucare dal Malvò in piazza Garibaldi. «È un intervento che avevamo promesso in campagna elettorale e, in pochi mesi, lo abbiamo portato a compimento», chiude il sindaco Filippo Paolini.