Vigilanti in pericolo, i sindacati: «La loro vita non è negoziabile, situazione fuori controllo»

foto di Andrea Milazzo

6 Gennaio 2026

Cgil e Cisl: «Basta assalti, sicurezza non è un costo ma una necessità. Chi svolge un servizio essenziale per il Paese paga il prezzo di scelte orientate alla logica del ribasso»

CHIETI. «La vita dei lavoratori non è negoziabile». «La tutela dell’integrità e della dignità di chi ogni giorno opera in settori ad alto rischio deve essere una priorità costante». Non usano mezzi termini i sindacati di categoria Filcams Cgil e Fisascat Cisl sulla vicenda dell’ennesima rapina a un portavalori. Per la Cgil di Chieti si tratta di una «crescente e inaccettabile escalation, episodi sempre più violenti che mettono quotidianamente a rischio la vita delle lavoratrici e dei lavoratori della vigilanza privata impegnati nel trasporto valori».

Non eventi isolati, ma «una vera e propria emergenza che il sindacato segnala da tempo e che continua a essere sottovalutata dalle istituzioni e dalle aziende del settore». Le guardie giurate, sottolinea il sindacato nel comunicato, operano «in condizioni di rischio elevatissimo, spesso senza adeguati strumenti di prevenzione, con organici ridotti, carichi di lavoro pesanti e protocolli di sicurezza non aggiornati rispetto al livello di violenza degli attacchi criminali». Da qui la «piena solidarietà ai lavoratori coinvolti nell’assalto di stamattina e alle loro famiglie», ribadendo con forza che «la sicurezza non può essere considerata un costo, ma un diritto fondamentale e un obbligo morale e giuridico».

La Filcams Cgil torna inoltre a denunciare come «chi svolge un servizio essenziale per il Paese continui a pagare il prezzo di scelte orientate al risparmio e alla logica del massimo ribasso», avvertendo che «la situazione è ormai fuori controllo» e che «non è più possibile rimandare interventi strutturali». La richiesta è chiara e articolata: «rafforzamento degli standard di sicurezza nei servizi di trasporto valori; investimenti reali in mezzi, tecnologie e organizzazione del lavoro; una revisione dei modelli operativi che metta al centro la tutela dell’incolumità dei lavoratori; un maggiore coordinamento tra sicurezza pubblica e vigilanza privata».

Sulla stessa linea la Fisascat Cisl Abruzzo Molise, che richiama l’attenzione su «un’attività ad alto rischio che, troppo spesso, resta ai margini del dibattito pubblico e dell’agenda istituzionale, salvo riemergere in occasione di gravi fatti di cronaca». Il sindacato ricorda come gli assalti siano «sempre più frequenti e violenti» e cita «almeno tre episodi nella Provincia di Chieti negli ultimi tre anni», a dimostrazione di un fenomeno tutt’altro che episodico. Un settore essenziale per il funzionamento del sistema economico del Paese, osserva la Cisl, che richiede «un’attenzione costante e non episodica» e «un approccio preventivo, strutturale e condiviso», perché «intervenire solo dopo eventi delittuosi non è sufficiente».

Anche la Fisascat esprime «solidarietà ai lavoratori coinvolti nell’ultimo grave episodio e alle loro famiglie», ribadendo che «la sicurezza non può essere considerata una variabile accessoria, ma deve rappresentare un elemento centrale nell’organizzazione dei servizi di trasporto valori». Il messaggio conclusivo resta netto: «La sicurezza sul lavoro viene prima di tutto» e «la tutela della vita e della dignità dei lavoratori deve essere una priorità costante».

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