Lanciano, il dato choc: il bus è utilizzato solo da un lavoratore su cento

Lo studio è stato adottato dalla giunta e certifica il fallimento del sistema dei trasporti urbani. E resta incerto il destino della pista ciclabile di via Del Mare: ora ci sono due mesi per le osservazioni
LANCIANO. È stato adottato con delibera di giunta e ora si hanno due mesi di tempo (invece dei 30 giorni previsti per legge per consentire una più massiccia partecipazione e informazione dei cittadini) per inviare eventuali osservazioni. Giunge ad uno dei suoi ultimi step il Pums, Piano urbano della mobilità sostenibile, voluto dall'amministrazione comunale e dal settore Mobilità e traffico per effettuare uno screening generale dello stato di fatto della città dal punto di vista della mobilità e che punta a migliorare la qualità della vita dei lancianesi dal punto di vista del traffico e dei loro spostamenti.
Dopo la fase delle osservazioni si aprirà quella delle controdeduzioni delle osservazioni e infine l'approvazione in consiglio comunale. Fra le principali tematiche emerse dallo studio della società romana Leganet, incaricata dal Comune dell'analisi e dello screening della viabilità e mobilità cittadina per un ammontare dell'affidamento di 27mila euro, l'amministrazione si concentrerà su due criticità manifeste: la scarsa propensione dei lancianesi all'uso del trasporto pubblico locale e la questione della pista ciclopedonale di via Del Mare, risultata, anche secondo lo studio, non conforme al codice della strada e di elevata pericolosità per ciclisti e pedoni.
«Il Pums sta effettuando esattamente il percoso che avevamo in mente - spiega l'assessore alla Mobilità e traffico, Paolo Bomba - è stato condiviso dai tecnici con i consiglieri di maggioranza e i portatori di interesse, è stato presentato alla cittadinanza e ora si appresta ad essere analizzato ed eventualmente migliorato tramite le osservazioni di cittadini e delle categorie coinvolte. Non era obbligatorio per noi fare ricorso a questo strumento che viene utilizzato di solito per città di 100mila abitanti, ma lo abbiamo voluto per avere un punto di partenza, un'analisi appronfondita dello stato di fatto per procedere in maniera efficace e non più a caso. Ricordiamo che la città ha dieci anni per cambiare abitudini, dato che il Pums ha validità di un decennio, e che l'obiettivo è arrivare ad una città più a misura di pedone e con una mobilità sostenibile e il più possibile alternativa alle auto».
Un dato-limite particolarmente eloquente è rappresentato dall’1% dei lavoratori lancianesi che utilizza il trasporto pubblico per gli spostamenti lavorativi. «E' sicuramente un dato allarmante - rimarca Bomba - su cui aprire un ragionamento. In ottica futura ci sarà bisogno di implementare il servizio, ma si può partire attraverso una rimodulazione del piano delle corse, anche attraverso lo screening dei flussi: nessuno vuole vedere autobus che viaggiano vuoti e allo stesso tempo zone servite poco o niente dal Tpl. Sono disposto a sedermi con i vettori per capire cosa si può fare».
Altro nodo, via Del Mare. «E' evidente a tutti ormai che una strada di accesso alla città non può essere via Panoramica, sacrificata a livello morfologico, di sicurezza, per larghezza e anche per assenza di marciapiedi come via di ingresso in città per rendere a senso unico via Del Mare. Non sono assolutamente contro le piste ciclabili, anzi, l'aver voluto questo Pums dimostra esattamente il contrario, ma devono essere funzionali al cittadino e realizzate in modo da non pregiudicare il traffico, la viabilità e la sicurezza di una parte della città».
Alla luce della bocciatura degli esperti di Leganet, ente terzo che ha effettuato una valutazione tecnica con il supporto di ingegneri trasportisti esperti in piste ciclo-pedonali, per la ciclabile di via Del Mare si aprono due scenari: adeguarla alle norme, introducendo zone 30 e una segnaletica idonea, oppure eliminarla. «Ora c’è una base tecnica su cui ragionare – conclude Bomba – la questione va affrontata con serenità e senza approcci strumentali».

