Vigilessa si ammala, il Comune condannato

Il giudice: l’ente deve riconoscerle l’indennità di servizio per la patologia contratta durante il lavoro
CHIETI. Ha passato dieci anni a fare servizio in strada, esposta a freddo, vento e pioggia, e si è ammalata di polisinusite. Ma il Comune non voleva riconoscere alla vigilessa l’indennità di servizio per la malattia, non ritenendo che la donna l’avesse contratta a causa del suo servizio come agente di polizia municipale. La vigilessa, assistita dal sindacato Uil Fpl di Chieti, si è così rivolta al giudice del lavoro che le ha dato ragione. Accogliendo il ricorso, il giudice ha costretto il Comune a rimborsare la malattia come indennità di servizio. Con la sentenza numero 205 del 2021 la sezione lavoro del tribunale di Chieti ha riconosciuto la patologia respiratoria cronica contratta dall’agente di polizia municipale di Chieti durante il servizio e, conseguentemente, le ha dato diritto a un equo indennizzo.
Assistita dalla Uil Fpl, con l'ausilio dei suoi legali, gli avvocati Tommaso Cieri e Leonardo Cieri, è riuscita a “vincere” le resistenze dell'amministrazione comunale che si opponeva alla richiesta avanzata ritenendo che non vi fosse un nesso di causalità tra il servizio espletato e la malattia contratta. Il giudice Laura Ciarcia ha invece sentenziato che «il ricorso deve essere accolto, non essendo state contestate né le mansioni svolte dalla ricorrente né i fattori causali determinanti l’insorgere della polisinusite cronica, dalla quale ella è risultata affetta, e avendo il consulente tecnico d’ufficio accertato che tale patologia possa dirsi conseguente, in termini di derivazione causale, all’espletamento dell’attività lavorativa della stessa». Il perito nominato dal tribunale ha, infatti, riconosciuto nella sula consulenza tecnica che la vigilessa «sia stata esposta a motivo dell’attività lavorativa svolta per circa un decennio agli effetti nocivi sia dell’inquinamento atmosferico che degli agenti fisici come alte e basse temperature, pioggia, vento ecc.».
«Finalmente”, commenta Marco Angelucci, segretario Uil Fpl Chieti, «dopo tale decisione tutti i lavoratori che per motivi di servizio espletano servizi esterni per l'intero corso dell'anno, e a causa di tali esposizioni contraggono malattie di tipo polmonare, possono sicuramente farsi riconoscere tali patologie come contratte nell’espletamento del servizio. È l'inizio di un percorso di tutela dei lavoratori che, svolgendo le proprie attività all'esterno per l'intero periodo dell'anno, esposte alle intemperie e alle avversità atmosferiche, saranno maggiormente tutelati». (a.i.)

