«Villa comunale nel degrado, la rimettano a posto i profughi»

GUARDIAGRELE . Aiuole incolte e ricoperte di sterpaglie, giardini senza la minima traccia di un fiore, viali pieni di foglie secche con cartacce e rifiuti di ogni genere, lampade dell'impianto di...
GUARDIAGRELE . Aiuole incolte e ricoperte di sterpaglie, giardini senza la minima traccia di un fiore, viali pieni di foglie secche con cartacce e rifiuti di ogni genere, lampade dell'impianto di illuminazione per la maggior parte rotte, la caratteristica pensilina priva di anatre e la vasca Aretusa, ormai senza più l'ombra di un pesce. È lo spettacolo desolante attualmente offerto dalla villa comunale, da tempo abbandonata al degrado. «Questo luogo che un tempo rappresentava il biglietto da visita della nostra cittadina», sottolinea il locale coordinatore del Movimento Nazionale Paolo Damiano, «è ormai diventato inguardabile, dappertutto regna infatti sovrana l'incuria e il verde ed i fiori sono solo un pallido ricordo». L'esponente del Movimento Nazionale sollecita quindi l'amministrazione comunale ad attivarsi al più presto per riportare nel posto un po’ di decoro. «L'amministrazione», osserva Damiano, «potrebbe innanzitutto utilizzare gli oltre 60 giovani migranti ospiti del centro di accoglienza di via Colle Granaro, già impiegati in altri lavori socialmente utili, per riverniciare le ringhiere e le panchine, per la sistemazione delle lampade e per tanti altri piccoli lavori, in modo da non far gravare alcuna spesa sulle casse comunali». Sullo stato di abbandono in cui versa il polmone verde cittadino, scende in campo anche il gruppo consiliare di opposizione "Progetto per Guardiagrele", puntando l'indice contro il sindaco Simone Dal Pozzo e company. «Dopo aver buttato fumo negli occhi dei cittadini con l'inaugurazione farsa del "Parco della Felicità" nel marzo del 2016», osserva il capogruppo Donatello Di Prinzio, «l'amministrazione si è completamente disinteressata della villa comunale. Il nostro gruppo consiliare da tempo ha depositato al Comune un progetto di riqualificazione di quest'oasi verde mai preso in considerazione. Prevede il rifacimento dei viali, la realizzazione di un impianto di raccolta dell'acqua piovana e di irrigazione automatico e il rifacimento della rete di raccolta e smaltimento delle acque. Questo progetto che riporterebbe la villa ai suoi antichi splendori potrebbe essere finanziato con il fondo di 140.000 euro, destinato ai borghi che la Regione ha concesso al Comune. L'importante», conclude Di Prinzio, «è intervenire subito, sopratutto ora che in alcuni posti della villa, nella pavimentazione si notano allarmanti segni di cedimento». (g.i.)

