Villa esplosa, le indagini ferme

24 Novembre 2014

A un anno dalla tragedia di Anna Rita Del Ponte l’ incidente probatorio è ancora incompleto

CHIETI. L’incidente probatorio per l’esplosione della villetta a San Salvatore dove perse la vita Anna Rita Del Ponte, ieri è passato esattamente un anno, non si è potuto completare per problemi di messa in sicurezza del sito. La prossima udienza ai primi di dicembre, dove avrebbero dovuto trarsi le conclusioni, sarà certamente aggiornata. Fino ad ora autorizzato a entrare nell’area di quel che resta della terribile esplosione, causata dalla perdita di gas dell’impianto di riscaldamento, sono stati solo il perito incaricato dal Gup, Antonella Redaelli, il capitano Paride Minervini, ufficiale dell’esercito, accompagnato dai vigili del fuoco. Sono state fatte delle riprese della zona devastata e degli impianti della casa. Il verbale è stato consegnato alla pubblico ministero Rosangela Di Stefano. Ma la prova è comunque monca non avendo potuto partecipare al sopralluogo i consulenti delle altre parti, degli indagati per primo e delle parti offese. Nell’udienza di dicembre si dovrà disporre la messa in sicurezza dell’area e fissare un nuovo appuntamento per completare l’incidente probatorio.

Indagati sono Giuseppe Serra, 48 anni, di Chieti e Francesco Esposito, 62 anni, di Bucchianico, quelli che installarono il bombolone di gpl nel garage della villetta, assistiti dall’avvocato Vittorio Supino; Eugenio De Donno, 51 anni, di Chieti, l’elettricista, difeso dall’avvocato Monica D’Amico; Paolo Del Lago, 68 anni, di Genova e Osvaldo Loccia, 50 anni, residente a Roma, rappresentanti della sede centrale della Liquigas, il primo assistito dagli avvocati Fabrizio Lemme e Giovanni Geremia, il secondo dall’avvocato Canio Marzocca – quelli che hanno chiesto l’incidente probatorio – Lelio Rosati, 68 anni, di Alanno, rappresentante locale della Liquigas, assistito dall’avvocato Marzocca e Giovanni Faieta, 35 anni, di Chieti, l’autista che materialmente ha portato il Gpl qualche giorno prima dell’esplosione, difeso dall’avvocato Francesco Emanuele Salomone.

Tutti indagati per crollo nella fattispecie colposa e di omicidio colposo.

Anche gli indagati hanno nominato i consulenti, Flavio D’Intino per De Donno, Stefano Mario Menechino per Serra e Esposito così come la parte offesa, Federica Cicalini, figlia della Del Ponte, assistita dall’avvocato Marco Femminella, ha nominato l’esperto Pierluigi D’Angelo. Le altri parti offese Glauco Del Ponte, fratello della vittima, e Iolanda Del Villano, madre di Annarita Del Ponte, sono invece rappresentati dall’avvocato Orsola Piermarini.

La procura ha chiesto di verificare le origini e le modalità di sviluppo della deflagrazione,mentre l’avvocato Femminella intende sapere i dati identificativi del serbatoio.

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