Villaggio della speranza, altri 40 posti

Suor Vera D’Agostino inaugura le nuove casette per i bisognosi, realizzate grazie a donazioni private, al bivio Brecciarola
CHIETI. Quaranta posti letto in più per «riaccendere il sorriso sul volto di chi ha bisogno». Con queste parole madre Vera D’Agostino, fondatrice della onlus Figlie dell’amore di Gesù e Maria, ha inaugurato ieri mattina a Brecciarola il Villaggio della speranza numero 3. In oltre un ettaro di terreno hanno trovato posto quattro blocchi abitativi. Si tratta di prefabbricati, completamente antisismici con camere da letto, stanze comuni e bagni. Non c’è la cucina, visto che al vitto provvede un catering. Ci sono invece una piccola cappella e dei gazebo in legno pensati come luogo di socializzazione. Tutto ben sistemato e rifinito. Il Villaggio numero 3 trova posto all’interno di un vasto appezzamento di 80 ettari, al Biovio Brecciarola, dove sono state aperte un’azienda agricola gestita (dalla cooperativa Domifa) e anche un piccolo caseificio. Ci sono anche gli altri due Villaggi della Speranza aperti nel 2009 a seguito del terremoto dell’Aquila. Il primo, di 30 posti, ospita famiglie italiane in difficoltà; il secondo, di 70 posti, ospita gli extracomunitari ed è a tutti gli effetti un centro d’accoglienza. Al momento c’è una sessantina di ragazzi immigrati provenienti da paesi africani quali la Nigeria, il Senegal, il Mali, la Costa d’Avorio e la Guinea K. Per loro vengono organizzati anche dei corsi di formazione: si va dalla potatura, alla macelleria, alla falegnameria e alla pittura. Ci sono inoltre corsi di italiano e anche di musica e karate. A mandare avanti tutto sono le 64 suore dirette da madre Vera.
Il nuovo Villaggio della speranza è stato realizzato senza fondi pubblici, ma grazie al contributo di donazioni private. A sostenere il progetto è stata anche la banca Unicredit.
La cerimonia di inaugurazione si è svolta nella tarda mattinata di ieri con madre Vera che ha tagliato il nastro rosso d’inaugurazione. Accanto a le c’erano l’assessore comunale Antonio Viola, che ha testimoniato come «la speranza si sia materializzata in questo villaggio», il responsabile della Caritas don Luca Corazzari, il dirigente dell’area immigrazione della Prefettura Luciano Conti, e il parroco di Brecciarola don Graziano Gagliano. A benedire il nuovo Villaggio è stato però il parroco del Santissimo Crocifisso, don Gino Marino, che ben conosce il fenomeno della povertà, gestendo la mensa dei poveri della Caritas. Il soggiorno nel Villaggio della speranza dura per un tempo limitato (tre mesi), ma nei casi in cui lo ritengono necessario le suore permettono ai loro ospiti di restare anche per parecchio tempo in più. «Dipende dalle condizioni in cui si trovano», spiega suor Ada, braccio destro di madre Vera e sorta di factotum del Villaggio della speranza. Al termine dell’inaugurazione agli ospiti è stato offerto un buffet preparato all’alba dalle stesse suore. (a.i.)
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