Villetta esplosa, il tubo dell’impianto è integro

CHIETI. Il tubo che trasportava il gas del bombolone per riscaldare e alimentare gli impianti della villetta di San Salvatore che esplose nel novembre del 2013 quando perse la vita Anna Rita Del...
CHIETI. Il tubo che trasportava il gas del bombolone per riscaldare e alimentare gli impianti della villetta di San Salvatore che esplose nel novembre del 2013 quando perse la vita Anna Rita Del Ponte, è integro. Lo dice l’ingegner Paride Minervini, capitano dell’esercito, che ieri mattina ha consegnato alcuni «appunti» alla giudice Antonella Redaelli, nel contesto dell’incidente probatorio relativo all’inchiesta su crollo e omicidio colposi dove sono indagate sette persone. Ora sulla scorta dei quesiti ammessi dalla Gup in precedenza, su questioni amministrative relative ad alcune certificazioni di tutto l’impianto di riscaldamento, il capitano ha affermato che le sue competenze devono essere integrate da quelle di altri ausiliari tra i quali un ufficiale di Stato Maggiore esperto in materia. La giudice ha ammesso quindi altri due ausilari e una impresa. Questa, ogni volta che i tecnici nominati dal tribunale dovranno accedere sul luogo della deflagrazione saranno deputati a mettere in sicurezza l’area di quel che resta della terribile esplosione. Il prossimo appuntamento, quando si spera si saprà di più su ciò che ha causato l’esplosione è per il 3 aprile .
Indagati sono Giuseppe Serra, 48 anni, di Chieti e Francesco Esposito, 62 anni, di Bucchianico, quelli che installarono il bombolone di gpl nel garage della villetta, assistiti dall’avvocato Vittorio Supino; Eugenio De Donno, 51 anni, di Chieti, l’elettricista, difeso dall’avvocato Monica D’Amico; Paolo Del Lago, 68 anni, di Genova e Osvaldo Loccia, 50 anni, residente a Roma, rappresentanti della sede centrale della Liquigas, il primo assistito dagli avvocati Fabrizio Lemme e Giovanni Geremia, il secondo dall’avvocato Canio Marzocca – quelli che hanno chiesto l’incidente probatorio – Lelio Rosati, 68 anni, di Alanno, rappresentante locale della Liquigas, assistito dall’avvocato Marzocca e Giovanni Faieta, 35 anni, di Chieti, l’autista che materialmente ha portato il Gpl qualche giorno prima dell’esplosione, difeso dall’avvocato Francesco Emanuele Salomone. (k.g.)
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