«Vincolo doganale sull’autoporto»

20 Marzo 2018

Smargiassi (M5S): il nuovo governo tolga questa restrizione

SAN SALVO. Trasformare l’autoporto in alloggi popolari. È la richiesta di alcune famiglie di San Salvo in attesa, da anni, di una casa popolare. Nel 2014 l’annuncio di nuovi finanziamenti dalla Regione per l’autoporto e l’avvio di trattative anche con la Sangritana. Poi il nulla. Non si vedono spiragli, la struttura è nel più completo abbandono e ormai ogni notte ospita teppisti e sbandati. Ma sarà così, purtroppo, fino a quando non sarà rimosso il vincolo che vieta di dare la struttura ai privati. «L’autoporto è a tutti gli effetti una dogana», rivela il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Pietro Smargiassi. «Non può essere ceduto fino a quando il governo non toglierà quel vincolo. L’intenzione del M5S», prosegue Smargiassi, «è di battersi affinché ciò avvenga ma è necessario attendere che l’Italia abbia un nuovo governo».
Pietro Smargiassi in veste di dipendente Coniv fu nel 2008 il tecnico che di fatto consegnò la struttura ultimata. Sempre lui, su incarico dell’allora assessore regionale Alfredo Castiglione, 6 anni fa fece una stima dei danni provocati dai vandali: 120mila euro. «Sollecitato da alcuni industriali che denunciano problemi di sicurezza», dice il politico pentastellato, «ho visitato di recente la struttura abbandonata e sono tornato a vedere in che condizioni è. Purtroppo l’ammontare dei danni è triplicato. Sono stati portati via tutti gli impianti e i cavi. Ogni centralina elettrica costa 30mila euro. La struttura è stata flagellata dai vandali per colpa di 6 anni di abbandono», dice Smargiassi. Sparito il materiale elettrico e ferroso. Gravi i danneggiamenti ai soffitti e ai quadri elettrici. Sono trascorsi dieci anni dall’inaugurazione. I numeri erano da grandi aspettative: 48 piazzali, uffici e bar-ristoro, magazzino “gomma-gomma”. Il tutto spalmato su 84mila metri quadri di estensione per una spesa complessiva che sforò i 33 milioni di euro. (p.c.)
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