«Violentò la figlia adottiva» Genitore rinviato a giudizio

9 Giugno 2015

Atti sessuali su una bambina di 8 anni che si è costituita parte civile nel processo Era stata la piccola a raccontare alla madre-zia le attenzioni dell’uomo su di lei

LANCIANO. Violenza sessuale su una bimba minore di 8 anni. È con questa pesante accusa che è finito a processo - che si aprirà di fronte al collegio il prossimo 2 dicembre - un uomo 52 anni, residente in un comune del frentano, che avrebbe abusato della bimba per tre anni. Un uomo di cui non riveliamo il nome per evitare che venga identificata la piccola che aveva ottenuto in affido da uno Stato del Centro America. Il giudice Cleonice Cordisco, in sede di udienza preliminare, ha respinto la richiesta di proscioglimento presentata dal legale dell’uomo, l’avvocato Vittorio Supino, che puntava sulla inattendibilità della bimba che era stata interrogata dalla Procura mesi fa e sull’innocenza del “padre”. Giudice che ha accolto, invece, la richiesta del processo avanzata dalla Procura per iniziativa del pubblico ministero Anna Benigni, e dal legale della bambina, Silvio Rustignoli, che si è costituta parte civile, fissandolo al 2 dicembre prossimo. Per l’accusa “l’uomo dal 2011 al 2014 avrebbe costretto la piccola a lui affidata, e con lui convivente, a compiere e subire atti sessuali”. La Procura è scesa nel particolare descrivendo gli atti abominevoli che sarebbero stati compiuti dall’uomo che è stato denunciato alle autorità dalla ex moglie, che era anche la zia della bimba.

La “madre-zia” si accorse infatti che c’erano dei problemi, anche fisici, per la piccola. Problemi che divennero palesi quando la bimba, sempre secondo l’accusa, un giorno le avrebbe detto che il “suo papi le faceva delle cose strane”. La donna, infatti, per proteggere la bimba, figlia di un fratello economicamente a disagio che viveva nel Centro America, a maggio 2013 la riportò in patria, come spiega il suo legale. Ma l’uomo, che nel frattempo aveva trovato una nuova compagna, andò a riprenderla. La ottenne di nuovo in affido. L’uomo anche sotto interrogatorio si è sempre professato innocente.

A processo si capirà cosa è accaduto: se la bimba, arrivata in Italia per avere un futuro migliore, si è trovata invece in affido a vivere un incubo, il peggiore degli incubi o meno. Bambina che ora è affidata a una tutrice.

Il “padre”, invece, ha lasciato per ora l’Abruzzo. Dove tornerà per il processo che inizierà a dicembre.

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