Violenta la figlia della compagna Il 48enne sarà processato

1 Dicembre 2020

La vicenda in un paese del Sangro Aventino dopo una prima archiviazione e la riapertura del caso La vittima, all’epoca 16enne, racconta gli abusi a scuola ma poi frena. Due anni dopo la conferma

LANCIANO. Dopo due anni di indagini, un’archiviazione e la riapertura del caso, è stato rinviato a giudizio, con processo che si terrà con rito abbreviato il 10 maggio 2021, un 48enne di un paese del Sangro Aventino accusato di violenza sessuale aggravata dall’aver commesso il fatto con abuso di relazioni di coabitazione e in danno di una minore di anni 18. In prativa avrebbe abusato della figlia della sua convivente.
La delicata vicenda nasce nel 2016, quando la ragazza, non ancora 16enne, comincia a mostrare segni di disagio, di insofferenza e sofferenza a scuola. Attenzione che cala, paure. Si confida con la psicologa dell’istituto lancianese che frequenta: le dice che il compagno della madre abusa di lei quando la donna non è in casa. La psicologa si rivolge alla dirigente scolastica che non perde tempo e va in Procura.
Il fascicolo lo apre il sostituto procuratore Serena Rossi. Parte un’inchiesta ma la ragazzina, forse per paura, per delle intimidazioni, o per non dare un dolore alla madre, tanto innamorata di quell’uomo, ritratta. Nega le violenze. Si tira indietro. L’inchiesta viene archiviata. Passano due anni, gli abusi continuano nella casa che diventa per la studentessa una prigione. La ragazza si fa coraggio e trova la forza di denunciare di nuovo l’uomo, dopo aver trovato ancora una volta l’appoggio di una insegnante. E questa volta non ritratta, non fa passi indietro. Conferma le accuse, racconta gli abusi, le richieste di prestazioni sessuali da parte del convivente della madre, i rapporti mai completi, che vanno avanti da anni. Si confida anche con la madre che per proteggerla la allontana di casa, la manda a vivere dai nonni.
Il caso non si archivia e approda dal giudice per le udienze preliminari, Giovanni Nappi. In udienza l’avvocato del 48enne, Tristana Di Bucchianico, chiede al giudice la improcedibilità essendo la vicenda legata a quella archiviata nel 2016, ma il giudice la rigetta, affermando che ci sono fatti nuovi nel 2018. Da qui la richiesta dell’avvocato del rito abbreviato, fissato dal giudice al 10 maggio 2021. (cr.la.)
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