«Violentata e minacciata da mio marito»

Operaio arrestato mentre è a lavoro in fabbrica. La moglie lo accusa anche di maltrattamenti sulle figlie minori
LANCIANO. Anni di litigi e soprusi, sopportati per tenere unita la famiglia. Anche se le bambine finivano spesso in mezzo alle discussioni per prendere le difese della mamma. E poi quei rapporti sessuali estorti con la forza e le minacce. Non ce l’ha fatta più e ha denunciato il marito che, ieri, è stato arrestato. V.D.N., 49 anni, di Lanciano, è finito in carcere con le accuse di violenza sessuale, nei confronti della moglie, e di maltrattamenti in famiglia, ai danni della consorte e delle due figlie minorenni.
L’uomo, operaio metalmeccanico in una piccola azienda della Val di Sangro, era a lavoro ieri pomeriggio quando, poco prima delle 13, tre carabinieri in borghese sono andati a prenderlo in fabbrica, tra lo stupore dei colleghi. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Rosaria Vecchi e condotte dalla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri della Procura, diretta dal maresciallo Armando Pizzolla, sono state velocissime, durate appena una settimana. Il rischio che succedesse qualcosa anche di peggiore tra le quattro mura di casa era alto. Lei si ribellava ai soprusi e lui rincarava la dose con le minacce: «Se mi denunci ti uccido», pronunciato anche davanti alle figlie. I rapporti ormai incrinati tra i coniugi avrebbero trovato conferma nelle testimonianze dei familiari, ascoltati negli ultimi giorni. Così gli accertamenti sono sfociati nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip Massimo Canosa.
In casa era un padre-padrone, fuori una persona affabile e benvoluta. V.D.N. aveva due volti, anche se nessuno in famiglia ricorda particolari gesti di affetto tra i coniugi. Si erano sposati più di 15 anni fa, col passare degli anni l’amore aveva lasciato il posto ad altro. Gli investigatori non lo dipingono come una persona violenta, piuttosto dispotica. Se qualcosa non andava come voleva offendeva e minacciava, spintonava e strattonava. La moglie ma anche le figlie quando, durante i litigi con la moglie, le bambine si mettevano in mezzo per difendere la madre.
L’accusa più grave è quella di aver abusato sessualmente della moglie. I litigi erano sempre più frequenti e la donna non voleva avere più rapporti. Ma lui non l’avrebbe accettato, costringendola a compiere e subire atti sessuali. Un’umiliazione patita, probabilmente, solo nell’ultimo periodo. Ma aggravata dalle minacce di morte se lei fosse andata a denunciare tutto. Alla fine ha trovato la forza e la settimana scorsa si è presentata in Procura a raccontare l’inferno subito tra le mura domestiche.
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