Violentò la ex, rimane agli arresti
I giudici confermano i domiciliari dopo la condanna a sei anni in primo grado
CHIETI. Rimane agli arresti domiciliari il 51enne di Chieti condannato la scorsa settimana, in primo grado, a sei anni di reclusione per violenza sessuale, atti persecutori e violenza privata tentata e consumata nei confronti della ex compagna.
Il tribunale presieduto da Guido Campli (giudici a latere Maurizio Sacco e Giulia Colangeli) ha respinto la richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare presentata dalla difesa dell’imputato. Il pm Marika Ponziani e l’avvocato Manuela D’Arcangelo, che assiste la vittima, avevano dato parere negativo. In passato sottoposto al divieto di avvicinamento, l’uomo ha violato – in numerose occasioni – le prescrizioni, come accertato dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, coordinati dalla tenente Maria Di Lena.
In particolare, lo stalker si era fatto trovare davanti alla scuola frequentata dalla figlia della ex compagna, in orario prossimo a quello di uscita, in modo tale da incontrare la donna. In altre parole, l’imputato «stava cercando subdolamente di inserirsi nuovamente nella ordinarietà del sistema di vita delle persone offese», scrivono i giudici.
Ecco perché, lo scorso febbraio, il tribunale ha deciso di aggravare la misura. A distanza di mesi, secondo i giudici, «a fronte di un quadro indiziario gravissimo» e considerata «la non modesta potenzialità criminale dell’imputato (pluripregiudicato)», gli arresti domiciliari sono ancora necessari per evitare che l’uomo torni a commettere reati analoghi.
In base alla sentenza pronunciata dal tribunale teatino, il 51enne non si è rassegnato alla fine del rapporto con la compagna di 8 anni più giovane e ha iniziato a tempestarla di messaggi e telefonate. La seguiva ovunque, anche quando andava ad accompagnare la figlia (nata da una precedente relazione) a scuola oppure era al supermercato.
L’episodio più grave risale al 7 giugno del 2019, quando la vittima è stata costretta a subire un rapporto sessuale completo. Qualche mese dopo, lo stalker è entrato di nuovo nell’abitazione della donna: pretendeva un rapporto sessuale e l’aveva iniziata a spingere verso la camera da letto. Ma lei, terrorizzata, era riuscita a liberarsi e a scappare via. Quando è tornata a casa, si accorta che l’ex aveva cosparso di colla la serratura con il chiaro obiettivo di impedirle di chiudersi all’interno dell’appartamento. (g.let.)
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