Violenza sessuale, 41enne assolto

18 Novembre 2020

La procura aveva chiesto sei anni di reclusione per l’imputato

CHIETI. «Assolto perché il fatto non sussiste». Andrea P., 41 anni di Tollo, imputato per violenza sessuale su una ragazzina invalida di 17 anni, è scoppiato in lacrime quando il presidente del tribunale di Chieti, Guido Campli, ha letto il dispositivo della sentenza che ha cancellato quell’accusa infamante. Poco prima, il pubblico ministero Giuseppe Falasca aveva chiesto la condanna dell’imputato a sei anni di reclusione.
In base all’accusa, l’uomo, «approfittando dell’ascendente che aveva sulla minorenne e dello stato di inferiorità psichica della ragazza, la induceva a salire sulla propria auto e ad avere un rapporto sessuale». Il 40enne, assistito dall’avvocato Peppino Polidori, si è difeso in aula, sostenendo che quel rapporto sessuale, consumato alla periferia di Ortona il 26 febbraio del 2017, era stato consensuale. Non solo: pensava che la ragazza fosse maggiorenne ed era stata lei a mandarle un messaggio per incontrarsi di nuovo dopo una prima uscita avvenuta di pomeriggio. «Il mio assistito», ha aggiunto il legale, «sta combattendo da anni un disturbo ossessivo compulsivo: come dichiarato anche dal medico curante, sarebbe totalmente incapace di imporre la sua volontà su qualcuno». Davanti ai giudici ha parlato anche la sorella della presunta vittima, che soffre di disturbo dell’apprendimento. «Ho scoperto quello che era successo leggendo, di nascosto, i messaggi del cellulare», ha riferito la ragazza. «Quando ho chiesto a mia sorella ciò che era accaduto, lei è scoppiata in lacrime perché era stato un episodio traumatico. Mi disse che non avrebbe voluto avere quel rapporto, in quella circostanza non sapeva come uscirne diversamente». Per il pm, la ricostruzione fatta dal 41enne è «farraginosa e al di fuori dei binari della logica. Da parte della ragazza non c’è stato un consenso effettivo, ma viziato». (g.let.)
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