Violenza sessuale e maltrattamenti: due casi dal giudice

7 Dicembre 2019

VASTO. Negli occhi ha ancora il dolore ma lenito dalla consapevolezza di un incubo finito. Chiede giustizia, R.M., giovane donna residente a Vasto costretta per due volte a denunciare G.C., 54 anni,...

VASTO. Negli occhi ha ancora il dolore ma lenito dalla consapevolezza di un incubo finito. Chiede giustizia, R.M., giovane donna residente a Vasto costretta per due volte a denunciare G.C., 54 anni, originario di Napoli. La magistratura vastese ha riunito i due procedimenti a carico dell’uomo e martedì l’accusato comparirà davanti ai giudici. Non è l’unico processo per stalking che la prossima settimana sarà discusso nell’aula di giustizia del tribunale di Vasto. I giudici si occuperanno anche di N.L., 36 anni, nato a Vasto e residente a San Salvo, accusato di maltrattamenti, percosse e violenza sessuale alla convivente, S.P.. Minacce e abusi hanno provocato nella donna un grave stato di ansia. Stando a quanto sostenuto da chi vuole bene a S.P., la donna avrebbe ritrovato la serenità quando ha avuto il coraggio di denunciare.
Fortunatamente sono sempre di più le donne che denunciano. I casi di stalking e violenza sessuale finiti davanti ai giudici da inizio anno sono raddoppiati. Amori malati, dolore e sofferenze che spesso vedono alla sbarra insospettabili professionisti come il processo iniziato un anno fa con 50 testimoni. «Sono in aumento vicende estremamente delicate», conferma il presidente delle Camere penali, l’avvocato Giovanni Cerella, a giudizio del quale a Vasto si avverte una maggiore fiducia nella giustizia anche in altri settori. Non a caso sono aumentati del 10% anche i processi per i reati più gravi.
G.C. è finito davanti al gup Fabrizio Pasquale nel 2016 ma nel 2017 l’uomo avrebbe ripreso a seguire la vittima, minacciandola e molestandola “ingenerando nella donna timori per la propria incolumità ed inducendola a modificare le proprie abitudini di vita”, spiega il capo d’imputazione. «La giovane donna», dice il difensore, Antonello Cerella, «arrivò a chiedere al padre di accompagnarla ogni volta che usciva per andare al lavoro».
Ugualmente grave la posizione di N.L. che a gennaio 2018, stando al capo di imputazione, arrivò a provocare alla vittima con schiaffi e calci, lesioni al torace, una trauma distorsivo del rachide cervicale e dell’addome, ecchimosi alle caviglie. Sempre con la violenza l’uomo obbligò la ragazza a compiere anche atti sessuali. Davanti ai giudici compariranno alcuni testimoni grazie ai quali doverebbe essere ricostruita tutta la vicenda. (p.c.)
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