Violenza sessuale in ateneo, condannato

Pena di un anno e 6 mesi per un universitario che ha palpeggiato e aggredito una studentessa
CHIETI. È stato condannato a un anno e 6 mesi (pena sospesa e non menzione) lo studente universitario di 24 anni, Rahhal Quafayi, di origine marocchina, accusato di violenza sessuale nei confronti di due studentesse universitarie. Ieri mattina c’è stato il processo celebrato con rito abbreviato davanti al giudice Andrea Di Berardino (pm Lucia Campo) ed è arrivata la condanna.
La vicenda è scoppiata nell’aprile del 2017, quando una studentessa ha denunciato l’universitario, nato e cresciuto in città, ai carabinieri della Stazione di Chieti Scalo, dicendo che l’aveva palpeggiata e aggredita sul prato del campus universitario di via dei Vestini. Secondo le indagini della Procura il ragazzo aveva costretto la studentessa «a subire atti sessuali», si legge nel capo di imputazione a suo carico, «consistiti dapprima in palpeggiamenti e infine nel gettarla a terra ponendosi sopra di lei e toccandola nelle parti intime». Nel corso dell’indagine è saltato fuori anche un altro caso di violenza sessuale che sarebbe stato consumato pressappoco nello stesso periodo, sempre ai danni di una studentessa universitaria e sempre al campus di via dei Vestini, all’interno dei bagni dell’ateneo. Ma questa volta la violenza sessuale sarebbe stata consumata. E visto che la ragazza sarebbe anche stata chiusa a chiave in un bagno, in questo caso lo studente era stato accusato sia di violenza sessuale che di violenza privata. Ma su questa vicenda il tribunale non si è espresso. Per un difetto di querela ha ritenuto non doversi procedere. E dunque il ragazzo è stato condannato solo per il primo episodio.
Il ventiquattrenne, studente modello, apprezzato e stimato in città, si è sempre dichiarato innocente. Difeso dall’avvocato Stefano Azzariti, farà sicuramente appello contro la condanna. Nel frattempo la vicenda che lo ha travolto gli ha fatto perdere la borsa di studio alla d’Annunzio che aveva conseguito per meriti.
Dopo la denuncia della ragazza, il 2 maggio del 2017 il ventiquattrenne era stato arrestato ed era finito agli arresti domiciliari. L’universitario era tornato libero a ottobre dell’anno scorso. (a.i.)

