Violenza sessuale: parola al perito

Cominciato il processo a porte chiuse. Imputato è un professionista vastese
VASTO. È maggiorenne ma ha l’ingenuità di un bambino. Ma quello che ha raccontato ha lasciato di stucco gli investigtori. È cominciato a porte chiuse il processo in tribunale davanti al collegio - giudici Giangiacomo, Radoccia e Pasquale - ad uno stimato professionista vastese di 60 anni, sposato e padre, finito un anno e mezzo fa nei guai con l’accusa è violenza sessuale aggravata e continuata. L’uomo, avrebbe abusato dell’autorità che la vittima gli riconosceva e della sua fragilità psichica per avere approcci di tipo sessuale. Rischia fino a sette anni di carcere.
Il tribunale vuole ascoltare il perito e per questo l’udienza è stata aggiornata al 26 maggio. La giovane è assistita dagli avvocati Fiorenzo Cieri e Carmine Petrucci; l’imputato è difeso dall’avvocato Rosario Di Giacomo. La vicenda è partita dal racconto fatto dalla ragazza a un’amica. La Procura ha autorizzato intercettazioni, pedinamenti e altre attività investigative sul sospettato.
La polizia nel rapporto alla Procura ha sostenuto che la presunta vittima era “soggiogata da quella persona così stimata dai suoi e dalla comunità che frequentava. La ragazza subiva le richieste più lascive e taceva”. Stando alle indagini gli abusi, i giochi erotici, le prestazioni sessuali sarebbero andati avanti da marzo a giugno 2013. Poi gli investigatori hanno trovato il modo di proteggere la ragazza senza far insospettire il violentatore. L’accusato nega, parla di equivoci. (p.c.)
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