Violenza sulle donne, i casi crescono con la pandemia

3 Dicembre 2020

Ortona. Dopo il primo lockdown in 16 hanno chiesto aiuto all’associazione Donn.é Pubblicato un vademecum. La presidente: così sosteniamo chi è maltrattata in casa

ORTONA . Sedici donne si sono rivolte al centro antiviolenza Donn.é nell’ultima estate. Sono questi gli effetti del lockdown da pandemia svelati dall’associazione ortonese, che nella recente giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne – risalente allo scorso 25 novembre – ha lanciato una campagna di sensibilizzazione sotto lo slogan “con il virus si convive con la violenza no”. «Uno slogan semplice, chiaro e diretto rivolto a tutte le donne che in questi mesi per la convivenza forzata hanno vissuto violenze e maltrattamenti all’interno delle mura domestiche», spiega la presidente dell’associazione, Sara Di Rado.
Sono 179 le donne che si sono rivolte al centro negli otto anni di attività sul territorio, desiderose di una vita nuova fuori dalla violenza. Dal 2019 ad oggi sono state prese in carico 47 donne di età compresa tra i 18 e 60 anni, vittime di violenza psicologica, fisica, economica e di atti persecutori, posti in essere tutti da mariti, compagni, ex compagni o conviventi. Il dato della violenza domestica resta centrale, sebbene anche altre forme di violenze siano state denunciate, come ad esempio due casi di molestie sessuali sui luoghi di lavoro. Dallo scorso marzo, però, con il lockdown c’è stata una battuta d’arresto nei contatti. Un calo quasi del 60% dicono dal centro antiviolenza. Ma questa circostanza è stata subito stravolta con quanto si è verificato nei mesi immediatamente successivi. In estate sedici donne hanno chiesto aiuto: per alcune di loro è stato necessario attivare misure di protezione in quanto il rischio per la loro incolumità era risultato elevato. Sempre nei mesi di lockdown è stato realizzato anche un vademecum per le vittime di violenza nell’emergenza coronavirus. «Un contributo a sostegno delle donne che a causa delle misure di contenimento del Covid-19, si trovano a vivere costrette in casa con il proprio maltrattante». Nel documento vengono fornite alcune informazioni utili. Ad esempio viene specificato che «se subisci gravi violenze e sei a rischio incolumità puoi uscire di casa per recarti alle forze dell’ordine dichiarando lo stato di necessità nell’autocertificazione». E per prendere contatto «esci con la scusa di portare a passeggio il cane, di fare la spesa o gettare l’immondizia; questi sono minuti preziosi per poter fare una telefonata. Chiedi aiuto ai vicini di casa o familiari dicendo loro di chiamare le forze dell’ordine con un sms o a voce. Identifica un posto sicuro, una stanza della casa di cui solo tu hai le chiavi e dove poter in caso di bisogno rifugiarti insieme ai tuoi figli. Tieni sempre il cellulare carico con te».