Violenze di genere e dipendenze: dai giovani la richiesta di aiuto

Presentati i risultati del progetto “Nella rete” che ha coinvolto 9 comuni del comprensorio frentano Sono stati 1.602 i contattati nella fascia di età da 13 a 35 anni: disagi psicologici dovuti anche al Covid
LANCIANO. Contrasto alla violenza di genere e prevenzione dalla dipendenza di sostanze. Sono queste le finalità del progetto “Nella rete” di Abruzzo Giovani 2020 che, nell’ambito del Fondo nazionale politiche giovanili, è stato svolto nei comuni dell’ambito distrettuale sociale 11-Frentano (Lanciano, Castel Frentano, Fossacesia, Frisa, Mozzagrogna, Rocca San Giovanni, Santa Maria Imbaro, San Vito Chietino e Treglio), in particolare nei luoghi di maggiore aggregazione giovanile. Il servizio di assistenza educativa territoriale ha avuto due momenti, un'educativa territoriale di strada, utile per un’azione di riduzione del danno di comportamenti devianti, in cui due educatori della cooperativa sociale Ausiliatrice sono andati in giro (99 le uscite effettuate) avvicinando adolescenti e giovani adulti, e un'azione di prevenzione primaria nelle scuole Itis Da Vinci e liceo scientifico Galilei, in cui i ragazzi sono stati coinvolti in attività laboratoriali.
Nella prima fase del progetto, gli adolescenti e i giovani contattati, tra i 13 e i 35 anni, sono stati 1.602, raggiunti nei luoghi di maggiore aggregazione, come i locali della costa (Fossacesia in particolare) o quelli del centro di Lanciano. Dalle interviste è emerso che 1.273 hanno provato sostanze stupefacenti almeno una volta, mentre 997 ne fa uso abitualmente; in 1.422 hanno assunto almeno una volta sostanze alcoliche e 576 dichiarano di aver avuto una grave intossicazione alcolica almeno una volta. Tra gli intervistati, poi, 233 hanno dichiarato di assumere condotte violente fisiche e 659 condotte violente di tipo verbale o di altro tipo, 973 dichiara di aver subito almeno una violenza nell'arco dell'ultimo anno. In 274 hanno dichiarato di aver contratto il Covid, 717 di avere ancora disagi psicologici conseguenti alla pandemia. Di questi 115 hanno avuto accesso a consulenze psicologiche o a un percorso di tipo psicoterapeutico per il ritorno ad un benessere psicologico perso durante la pandemia, mentre 827 avrebbero voluto beneficiare di un sostegno psicologico. Sulla base dei dati raccolti, sono state articolate le attività laboratoriali nelle scuole che hanno avuto come finalità quella di prevenire o ridurre comportamenti disfunzionali di alunni in difficoltà, di gestire l’evasione dell’obbligo scolastico e sensibilizzare i giovani sul tema della legalità oltre al favorire l’integrazione sociale dei ragazzi o il loro eventuale accesso a servizi e alle realtà territoriali; inoltre si è fornito sostegno alle famiglie in difficoltà, anche temporanea attraverso sportelli di ascolto presso gli istituti scolastici.
«I nostri educatori hanno effettuato una mappatura di aspettative-necessità-bisogni dei ragazzi che hanno incontrato», spiegano Giuseppe Rasetti e Celestino Natale della cooperativa, «nel corso delle interviste è emersa la necessità di istituire trasporti pubblici notturni dalle zone sulla costa a quelle interne, di spazi dedicati ai giovani dove poter essere protagonisti con azioni di cittadinanza attiva, di strutture sportive pubbliche e di eventi per i giovani di matrice ricreativa ma anche culturale-formativa. Chiedono anche un maggiore controllo del territorio a fini di sicurezza».
Positivo il coinvolgimento delle scuole: 34 classi e circa 850 studenti coinvolti al Galilei e 7 classi prime, per 160 ragazzi, al Da Vinci. «I ragazzi hanno partecipato attivamente, è emerso il loro bisogno di essere ascoltati e di parlare di questi temi», confermano il professore Matteo Paciocco (Galilei) e la preside del Da Vinci-De Giorgio, Francesca Iormetti. «Abbiamo dato un segnale di vicinanza al mondo dei giovani che sappiamo essere sempre più complicato», dice l'assessore alle politiche sociali e giovanili, Cinzia Amoroso, «come amministrazione abbiamo intenzione di continuare questi progetti e di aprire un centro di aggregazione giovanile, che in passato già c'era, per accompagnare i giovani nei loro percorsi difficili di vita». (s.so.)
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