Violenze su due ragazzine: 7 anni a un fisioterapista

All’uomo anche l’interdizione perpetua dalle scuole e dalle strutture sportive Provvisionale di 10mila euro ai genitori delle vittime che lo denunciarono
VASTO. La sentenza è arrivata alle 20,15 al termine di 5 anni di processi a porte chiuse. Bruno Bruno, fisioterapista di 76 anni, è stato condannato per abusi e violenza sessuale aggravata nei confronti di minori alla pena di 7 anni di reclusione, l’interdizione perpetua delle scuole, dalle strutture sportive e attività frequentate da minori. Ad emettere la sentenza è stato il collegio formato dai giudici Radoccia, Izzi, Pasquale. Il pubblico ministero, Enrica Medori, aveva chiesto 9 anni di reclusione. I giudici hanno anche stabilito un provvisionale di 10 mila euro da corrispondere ai genitori delle due vittime che lo hanno denunciato. Sia le famiglie dei minori che l’Istituto San Gabriele si sono costituite parte civile assistite dagli avvocati Angela Pennetta, Antonello Cerella e Leda Arditelli.
La vicenda di Bruno Bruno si chiude quindi in modo clamoroso così come clamorosa era stata a maggio del 2010 la notizia dell’arresto dell’uomo. L’ordinanza di custodia cautelare fu firmata dal gip, Caterina Salusti, e notificata dalla polizia. Il terapista finì ai domiciliari per presunte violenze su due ragazzine. Il vicequestore aggiunto, Cesare Ciammaichella, all’epoca dirigente del commissariato, per proteggere l’identità delle piccole vittime non specificò né la loro età né i comuni di residenza.
Si tratta dell’ennesima storia di infanzia violata. Una storia raccontata ancora una volta ieri sera in aula.
«Le indagini partirono in modo casuale. Un agente ascoltò per caso il chiacchiericcio di alcune persone e i loro sospetti. Partì subito un’attenta attività investigativa coordinata dall’ex procuratore capo del tribunale di Vasto, Francesco Prete, e dal sostituto procuratore Irene Scordamaglia. Verifiche, accertamenti e confidenze hanno permesso di ricomporre un robusto quadro indiziario. Il giudice per le indagini preliminari, Salusti, dispose l’arresto dell’indagato che, solo grazie all’età, era riuscito ad evitare il carcere.
L’attività di massaggiotore-fisioterapista esercitata da Bruno, costituiva l’occasione per avvicinare le piccole vittime e conquistare la loro fiducia. L’uomo, ovunque fosse, si appartava in una stanza. Dopo aver chiuso la porta a chiave accendeva la radio e alzava il volume.
Approffitando del carisma e dell’autorità che i bambini gli riconoscevano, li convinceva che «particolari massaggi».
«Il caso era delicatissimo. Possiamo solo dire che è grazie alla collaborazione di molti che le piccole vittime hanno ottenuto giustizia», hanno commentato a caldo gli avvocati delle parti civili.
Paola Calvano
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