Virtus, altri 650mila euro di Iva non pagata
Evasione fiscale, nuova udienza per l’ad della società dei Maio: il giudice concede la proroga
LANCIANO. Ancora un’evasione fiscale per la Virtus della famiglia Maio e ancora guai giudiziari per il suo legale rappresentante, Claudio Di Menno Di Bucchianico. Neanche il tempo di gioire per l’assoluzione avuta meno di un mese fa dall’accusa di evasione fiscale per il mancato pagamento dell’Iva relativa al 2012 (pari a 425.775 euro), che Di Menno Di Bucchianico è di nuovo sul banco degli imputati per l’Iva del 2013. «Nella sua veste di rappresentante legale della Virtus Lanciano 1924 srl non versava nei termini previsti l’Iva ritenuta e dovuta, dell’anno di imposta 2013, per un totale di 657.559 euro»: questa la nuova l’imputazione per Di Menno Di Bucchianico che è dal 2011 legale rappresentante della Virtus al posto di Guglielmo e Valentina Maio, ovvero da dopo il primo deferimento dei Maio legato al caso Morante (la sospensione degli stipendi al calciatore rossonero da parte della società).
Altra udienza, dunque, e nuova proroga per il legale rappresentante rossonero. Il giudice Andrea Belli ha accolto la richiesta del difensore di Di Menno Di Bucchianico, l’avvocato Paolo Sisti, di sospensione del procedimento in attesa del pagamento del debito con l’Erario. In base alle nuove norme in materia tributaria, infatti, il reato di evasione fiscale si può estinguere pagando ovviamente l’Iva, oltre alle sanzioni e agli interessi che scattano automaticamente da parte dell’Agenzia delle entrate dal giorno dopo il ritardo nel pagamento dell’imposta.
Il giudice Belli ha, quindi, concesso la sospensione per il pagamento di Iva, interessi e sanzioni per un totale di 738.936 euro (657.559 l’Iva e 81.377 di interessi e sanzioni) fino al 20 aprile 2017. Quel giorno in udienza l’avvocato Sisti dovrà dimostrare l’avvenuto pagamento del debito. «Si sta procedendo già con i pagamenti», spiega il legale, «la Virtus ha già versato otto rate da 38.000 euro (pagati finora 304.000 euro, ndc), anche per questo il giudice ha accolto la richiesta. Entro il 20 aprile 2017, ad ogni modo, se il debito non dovesse essere estinto è prevista, dimostrando che si stanno effettuando i pagamenti di Iva, interessi e sanzioni, la possibilità di avere una seconda proroga». Anche nel caso dell’Iva 2012 il giudice concesse una proroga e nell’udienza dell’11 ottobre scorso Di Menno Di Bucchianico è stato assolto perché il debito era stato estinto. Poco tempo per gioire: ora bisogna preoccuparsi dell’Iva non pagata del 2013. (t.d.r.)
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