Visita nei in ospedale con due anni di attesa Ma le liste migliorano

LANCIANO. Deve attenere più di due anni per una visita nevi in epiluminescenza. La prenotazione, effettuata nei giorni scorsi con la speranza di non perdere l’impegnativa, è per il 21 settembre 2021....
LANCIANO. Deve attenere più di due anni per una visita nevi in epiluminescenza. La prenotazione, effettuata nei giorni scorsi con la speranza di non perdere l’impegnativa, è per il 21 settembre 2021. «Il primo posto disponibile era a Ortona, un mese prima», racconta l’utente lancianese, «il mio è un controllo annuale, a questo punto terrò la prenotazione per il controllo 2021. Non è contata nemmeno la priorità indicata sulla ricetta, che è quella differita che prevede che la prestazione è assicurata tra 30 e 60 giorni al massimo». Un altro utente invece, per una visita allergologica, si è sentito rispondere che al Renzetti le visite sono tutte piene fino a dicembre, mentre per gennaio non ci sono date. A pagamento era possibile effettuarla a Chieti, sborsando oltre 100 euro, con un’attesa di 15 giorni. Restano una croce i lunghi tempi di attesa per esami e visite all’ospedale Renzetti visto che molti accertamenti non si possono effettuare nell’anno in corso. Quella che ha attese maggiori è proprio la visita dermatologica nei, con tempi biblici. Lo scorso anno, nella rilevazione fatta ad agosto sulle attese programmate si aspettavano 600 giorni, ora si sale a 803 giorni.
Ma, scorrendo l’elenco delle attese sul sito Asl 2, si notano in un anno anche piccoli passi avanti per alcuni esami programmati: le colonscopie sono passate da 465 giorni a 399 giorni di attesa, le visite ortopediche si sono ridotte di due mesi rispetto al 2018 (151 giorni), quelle pneumologiche di 20 giorni (335 giorni), di 40 giorni la visita cardiologica. Dimezzati i tempi per gli ecocardiogrammi, passati da 408 a 251 giorni; si tratta di esami da fare comunque nel 2020, sempre troppo rispetto ai bisogni degli utenti.
Che fare? La Asl provinciale per tagliare le attese ha messo a disposizione fondi per prestazioni aggiuntive, sta gestendo le domande in modo diversificato e ha attivato la figura di un “Cup specialist”, operatore aggiuntivo nei Cup degli ospedali di Lanciano, Vasto e Chieti che gestisce le criticità che si presentano agli sportelli e al call center. «Era il cup specialist che, nel caso dell’utente che deve effettuare l’epiluminescenza, doveva entrare in campo», spiegano dalla Asl, «e cercheremo di capire perché non è avvenuto. Poteva fare verifiche sulla ricetta: la richiesta rientra nelle 43 prestazioni indicate dalla Regione con classi di priorità, ma magari doveva avere una dicitura diversa».
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