Vitalizi tagliati, parte la rivolta degli ex deputati

16 Aprile 2019

I parlamentari abruzzesi nella sala della Provincia per discutere dei ricorsi De Cinque: «Ingiusti i tagli del governo, a me hanno tolto 4.900 euro al mese»

CHIETI. Gli ex parlamentari d’Abruzzo e Molise si incontrano a Chieti per dire no al taglio dei vitalizi. L’appuntamento è fissato per domani, a partire dalle 9.30, nella sala consiliare della Provincia, in corso Marrucino. I vecchi senatori e deputati sono sul piede di guerra dopo l’operazione spazzaprivilegi voluta dal Movimento 5 Stelle, in via di importazione anche nelle Regioni. Gli assegni hanno avuto sforbiciate comprese tra il 40 e l’80%: sono i più anziani a pagare maggiormente dazio. Adesso una valanga di ricorsi, oltre 2.100 arrivati da tutta Italia, sta intasando i tribunali interni di Camera e Senato.
A convocare la riunione teatina è stato Germano De Cinque, 83 anni, ininterrottamente membro del Parlamento dal 1978 al 1994 nelle fila della Democrazia cristiana. «A me sono stati tolti circa 4.900 euro al mese», dice De Cinque che, prima del maxi taglio, percepiva 6.227 euro (dato aggiornato a ottobre 2016). E ora il notaio originario di Casoli, responsabile per Abruzzo e Molise dell’associazione ex parlamentari, guida la rivolta contro un provvedimento definito «ingiusto». La delibera è già attiva da gennaio: il presidente della Camera, Roberto Fico, ha stimato un risparmio di 45 milioni di euro all’anno. «La riduzione di sprechi e costi della politica è anch’essa una misura di equità sociale, un segno di attenzione che la buona politica deve offrire per poter parlare con credibilità ai cittadini», ha detto il premier Giuseppe Conte.
Negli elenchi dei vitalizi, aggiornati al mese di ottobre 2016, c’è un plotone di ex parlamentari abruzzesi: prima dei tagli, i loro assegni erano compresi tra 6.457 euro e 1.782 euro. Davanti a tutti c’è Franco Marini, ex presidente del Senato di San Pio delle Camere, già segretario generale della Cisl, leader del Partito popolare e ministro del Lavoro del governo Andreotti. Poi troviamo Germano De Cinque, Andrea Pastore, Franco (Francesco) Corleone, Raffaele Delfino, Sabatino Aracu, Carla Castellani, Ottaviano Del Turco, Elena Marinucci Mariani, Angelo Staniscia, Massimo Cialente, Giovanni Dell’Elce, Tommaso Perantuono, Romeo Ricciuti, Giuseppe Quieti e Anna Nenna D’Antonio. E ancora: Giuseppe Di Lello, Doriano Di Benedetto, Ferdinando Di Orio, Antonio Franchi, Enrico Graziani, Nicola Crisci, Giovanni Di Fonzo, Giovanni Di Pietro, Franco Gerardini, Antonio Saia, Osvaldo Scrivani e Francesco Cicerone. Nella lista ci sono anche Enzo Mario Nino Lombardi, Tommaso Coletti, Angelo Orlando, Maria Vevante Scioletti, Vincenzo Cerulli Irelli, Amedeo D’Addario, Serafino Pulcini, Luigi Borrelli, Antonio Falconio e Arnaldo Mariotti. Tutti gli ex parlamentari hanno ricevuto la lettera di De Cinque, che li ha invitati a «partecipare numerosi: sarà molto importante una dimostrazione di compattezza a sostegno delle ragioni della nostra associazione».