«Vogliamo marciapiedi strisce pedonali, acquedotti e fogne»

Dopo l’ok del Tar alla costruzione della strada per la scuola i 3mila residenti chiedono al Comune altre opere e servizi
LANCIANO. «Dopo la sentenza favorevole del Tar, il Comune, seppur in ritardo di un anno, può avviare gli espropri per fare una seconda strada di accesso alla scuola elementare di Marcianese e garantire più sicurezza a genitori, alunni e residenti. Bisogna accelerare e pensare poi anche a fare passaggi pedonali rialzati, marciapiedi e tratti di fogna». È Renato Settembrini, consigliere comunale di “Lanciano Vale” e portavoce del comitato di quartiere “La Marcianese che vorrei” a intervenire dopo la sentenza del Tar che ha respinto il ricorso di due proprietari del terreno sul quale deve passare la nuova strada. I due privati hanno trascinato l’amministrazione in tribunale chiedendo l’annullamento della nota del 12 gennaio 2017 con cui si comunicava l’avvio della procedura per l’esproprio, la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e la delibera del 5 dicembre 2016 che approvava il progetto esecutivo per le opere di urbanizzazione al servizio del nido e della primaria di Marcianese. «La strada non fu fatta con l’apertura del plesso anni fa», dice Settembrini, «e poi si è preferito fare altri interventi urgenti come la bonifica del seminterrato della scuola e la costruzione della mensa. Il problema strada, una sola per entrare e uscire da scuola, è esploso nel febbraio del 2016, con la protesta dei genitori e del comitato di quartiere». L’amministrazione presentò allora il progetto per la strada di sbocco, inserita nel Prg, assieme a un parcheggio e un’area verde: 500mila euro costo del progetto. L’iter per la realizzazione della strada prevedeva che i proprietari dei terreni presentassero progetti per la pianificazione del comparto entro 30 giorni dall’avviso. Scaduti i termini il Comune ha comunicato l’avvio dell’esproprio. «I proprietari, mal consigliati da una parte politica», sostiene Settembrini, «hanno presentato un ricorso che ha fatto slittare di un anno la realizzazione della strada con problemi di mancato servizio e scarsa sicurezza». Ora l’iter è ripreso ma la contrada, che ha circa 3mila residenti, chiede anche altre opere: nuovi tratti di asfalto, segnaletica, passaggi pedonali rialzati, messa a norma dei marciapiedi e realizzazione di tratti di fogna e di rete idrica.
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