«Voglio giustizia per mio figlio»

22 Ottobre 2020

«A 13 anni è troppo piccolo per risponderne penalmente, ma può commettere un gesto di violenza così grande. Che legge è?». Paola Iasci (nella foto tratta dal sito Abruzzolive.tv), madre di Giuseppe...

«A 13 anni è troppo piccolo per risponderne penalmente, ma può commettere un gesto di violenza così grande. Che legge è?».
Paola Iasci (nella foto tratta dal sito Abruzzolive.tv), madre di Giuseppe Pio D’Astolfo, il 18enne aggredito da una baby gang nell’area dell’ex stazione, commenta così il fatto che a colpire con un pugno alla testa suo figlio sia stato un ragazzino di soli 13 anni. Al sollievo per la notizia che i carabinieri di Lanciano hanno individuato e denunciato i cinque responsabili dell'aggressione a Giuseppe Pio, si aggiunge la rabbia nel sapere che, non avendo ancora compiuto 14 anni, l'autore materiale del pestaggio non è imputabile. «Questa cosa mi fa arrabbiare molto», dice al telefono mamma Paola mentre, insieme al marito, aspetta di entrare nel reparto di rianimazione di Pescara per vedere Giuseppe Pio, «è terribile quello che stiamo passando. Ma non mollo, giustizia deve essere fatta». Il 18enne è stabile ma è ancora in coma farmacologico. I medici valutano di ridurre gradualmente la sedazione. Dopo aver ricevuto il pugno il giovane si era rialzato. Una volta a casa, però, la situazione era precipitata: la corsa in Pronto soccorso a Lanciano e poi il trasferimento a Pescara, dove nella notte è stato operato. Gli esiti degli interventi sono positivi, ma la prognosi è tuttora riservata. (s.so.)