Vogliono curare il giardino Il Comune non risponde

Da cinque mesi i residenti a Santa Rita chiedono di adottare verde in abbandono «Eppure tagliamo l’erba e le spine al posto dell’ente pubblico che non lo fa»
LANCIANO. Da area impraticabile piena di sterpaglie, erbacce e, in estate di serpenti, a piccolo giardino che potrebbe diventare un vero gioiello verde se il Comune desse la possibilità ad alcuni condomini di un palazzo di via Sigismondi, anzi, per la precisione di una di una traversa ancora senza nome, di una delle vie principali del rione Santa Rita, di poterlo curare. E i condomini hanno anche fatto una richiesta formale di adozione al Comune, che giace dimenticata da mesi nei cassetti degli uffici.
«Il 23 settembre del 2014 abbiamo fatto domanda per avere in concessione in comodato due piccoli terreni che abbiamo di fronte e dietro casa», dice N.N., uno dei condomini «sono passati 5 mesi, non si degnano di risposta e ci prendono in giro. Stiamo cercando di tenere in ordine i terreni comunali, tagliando l’erba e spine visto che il Comune non l’ha mai fatto in 28 anni. Abbiamo dato dignità alla zona in cui viviamo, abbiamo anche detto che ci facciamo carico delle spese, piantando alberi, ma nulla. Il cittadino vuole contribuire alla pulizia della città e l’amministrazione, che non lo fa, glielo nega. Siamo al paradosso».
Una richiesta non isolata quella di adottare aree verdi. Richieste che erano in attesa del varo del regolamento del verde, avvenuto pochi giorni fa. Anche se il documento si concentra in particolare sugli orti urbani, porzioni di terreno di 50-60 metri quadri dati a titolo temporaneo dietro pagamento di un canone e destinati alla coltivazione di ortaggi, piccoli frutti, fiori a uso proprio e della propria famiglia, e con funzione di socializzazione.
Un documento contestato da Italia Nostra che condanna tutta la gestione del verde in città. Nell’ultima riunione della Consulta per l’ambiente Pierluigi Vinciguerra, presidente della locale sezione Italia Nostra, voleva abbandonare. «Ho poi deciso di restare con la giusta trasparenza e serietà di Italia Nostra», spiega Vinciguerra, «e continuare nel tentativo di perforare le cotenne di questi amministratori, in primis degli assessori Davide Caporale e Antonio Di Naccio. C’è da piangere sul destino del verde pubblico di Lanciano. L’amministrazione comunale continua a far morire il poco verde rimasto I parchi sopravvissuti e possono solo essere sistemati con l’immissione di pecore, buoi e gallinacci». (t.d.r.)
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