«Volevo stare calma ma ero terrorizzata»

Il racconto della direttrice sequestrata insieme alla collega durante l’assalto alle Poste. Il sindaco incontra il prefetto
LANCIANO. «Mi ripetevo: è meglio che sto calma. Sono rimasta in silenzio per tutto il tempo, minuti interminabili». È ancora scossa, e non potrebbe essere diversamente, Patrizia Ranieri, direttrice dell’ufficio postale di via Sigismondi vittima, venerdì mattina, della rapina con sequestro di persona assieme alla collega Filomena Lannutti. Le due donne, poco prima delle 8, sono state aggredite alle spalle da due uomini armati di pistola, costrette ad entrare nell’ufficio postale e legate alle sedie. Minuti di terrore puro anche se, come spiega la figlia della direttrice ancora stordita dall’evento, la donna ha cercato di mantenere il più possibile i nervi saldi. «I rapinatori hanno detto che rubavano per necessità e che non avrebbero fatto loro del male», dice la figlia della direttrice, «ma sentire queste frasi legata e con la pistola puntata contro non le rende credibili. Mia madre e la collega sono rimaste in silenzio per tutto il tempo, circa mezz’ora, in attesa dell’apertura della cassaforte».
Minuti interminabili in cui la direttrice continuava a ripetersi a mente di stare calma, mentre in un mix di paura e agitazione cercava di controllarsi, nonostante le pistole puntate addosso e le fascette che stringevano polsi e caviglie. Il primo senso di sollievo le donne lo hanno provato solo quando i rapinatori, presi i 20mila euro, sono fuggiti, forse attesi da un complice in auto. Poi quando è arrivato il primo cliente per pagare una bolletta: le ha viste e ha allertato soccorsi e forze dell’ordine. Si sono sentite al sicuro quando, alla fine, hanno potuto riabbracciare i familiari, dopo ore passate tra ufficio e caserma. Ora arrivano i giorni più difficili, quelli in cui bisogna metabolizzare, riordinare gli eventi e andare avanti, tornare magari anche a lavoro. Ieri infatti le dipendenti sono rimaste a casa. L’ufficio era regolarmente aperto. «Tutto normale, tranquillo», dice chi le sostituisce, «si lavora». Ma c’è poca gente.
La rapina e il sequestro delle due donne, ultimo episodio di crimini che imperversano da tre mesi, ha portato il sindaco Mario Pupillo a chiedere un incontro al prefetto Antonio Corona per discutere del problema sicurezza in città. «L’incontro si terrà in settimana», dice il sindaco, «c’è una recrudescenza di criminalità, anche grave, che bisogna arginare. Le forze dell’ordine fanno già molto: girano anche in borghese, fanno controlli e indagini, l’ultima delle quali ha portato all’arresto di cinque persone, presunti responsabili di scippi e rapine in casa. Ma gli episodi continuano. Dopo Pasqua attiveremo le telecamere in tutta la città, sperando che fungano da deterrente. Vedremo con il prefetto che altro fare».
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