Voragini, asfalto rotto e radici: «I marciapiedi sono pericolosi»

Dal centro storico allo Scalo, i cittadini lanciano l’allarme: fare una passeggiata è diventato rischioso E le soste selvagge delle auto moltiplicano i problemi: «Tolgono spazio a chi cammina e creano disagi»
CHIETI. Dal centro allo Scalo, occhio a dove si mettono i piedi. Tanti marciapiedi teatini sono in condizioni di degrado, e per chi porta un passeggino o è in carrozzina «anche farsi una tranquilla passeggiata per le vie del centro potrebbe diventare pericoloso», dicono i cittadini. Appare fortemente dissestato il percorso pedonale in via Alessandro Valignani, a pochi passi dalla chiesa del Sacro Cuore. Il marciapiede che fiancheggia l’ex caserma Berardi è tappezzato di mattonelle sollevate che diventano un potenziale pericolo di inciampo. E proseguendo lungo la via, compare anche una schiera di macchine parcheggiate sullo stesso marciapiede che crea ulteriore disagio ai pedoni. Sulla destra, poco prima del tabaccaio, un cartello stradale segnala la possibilità di parcheggiare salendo sopra un rialzo di più di 10 centimetri di marciapiede. «Salire sui marciapiedi con la macchina non è comodissimo», dice Antonio Aceto dopo aver appena lasciato la sua auto lungo la strada, «ma non ci sono altri posti e sono costretto a lasciarla qui». Il problema delle macchine che affollano i marciapiedi caratterizza anche altre zone vicine. Ad esempio, in via Gaetani dell’Aquila D’Aragona, una delle più trafficate dagli studenti, le auto occupano entrambi i lati della strada e costringono i ragazzi a transitare sulla carreggiata, ostacolando anche il traffico. Anche a pochi passi dalla scuola superiore “Galiani-de Sterlich”, i marciapiedi sono dissestati, rotti e occupati da macchine. Ai lati di via Umberto Ricci e via Raffaele Paolucci, camminare sul marciapiede è diventata un’impresa tra foglie cadute, tronchi di alberi e radici che sollevano l’asfalto. Per chi ha una carrozzina o un passeggino, poi, è quasi impossibile camminare in queste zone, a meno che non si decida di passare lungo il ciglio della strada. In via della Liberazione le condizioni non migliorano. «Capisco che mancano i parcheggi, ma la soluzione non può essere lasciare la propria auto nello spazio riservato ai pedoni», dice Luca Di Lazzaro che mentre passeggia ci tiene a sottolineare che «Chieti non è una città adatta a chi è in carrozzina». E si prosegue con via IV Novembre in cui Maria Giovanna Pinti nota che «ci sono troppe erbacce incolte e pezzi di cemento rotti». Anche nelle zone periferiche della città le condizioni dei marciapiedi non migliorano. A San Martino, in prossimità del bivio con viale Unità d’Italia, il marciapiede è in frantumi. E i cittadini lamentano che la situazione, nonostante le segnalazioni, dura da molto tempo. «Pensare di passare con una carrozzina è impossibile», afferma Lucio Iannetti che abita a pochi passi dalla zona, «le persone con disabilità devono poter transitare in modo sicuro». E tra le polemiche i cittadini chiedono anche maggiori controlli sulle auto parcheggiate. «Bisognerebbe controllare più spesso la regolarità dei parcheggi», prosegue Iannetti, «servono verifiche più frequenti alle auto in sosta sul marciapiede». Anche nella zona di Santa Filomena le condizioni sono pressoché simili. Mattonelle sollevate dalle radici degli alberi, voragini e marciapiedi rotti: un vero pericolo per i pedoni. «Qui andrebbe rifatto tutto da capo», conclude Alberto Ricci.

