«Voto regolare, risultato ineccepibile»

Il Comune interviene sulla vicenda sollevata da Unione per Vasto: «L’esito dello scrutinio validato dalla commissione»
VASTO. «Arrivare a ingenerare dubbi sulla regolarità del voto significa mestare nel torbido con finalità assolutamente antigiuridiche e antidemocratiche. Le irregolarità riscontrate sono formali e non producono errori sostanziali, quindi non rimettono in discussione il risultato elettorale». Interviene il Comune sulla vicenda dei 30 presidenti di seggio cancellati dall’albo per aver commesso “gravi irregolarità”. La questione tiene banco in città dopo la diffusione, da parte di Alessandra Cappa e Giuseppe Tagliente, della lista civica Unione per Vasto, del provvedimento della Corte d’Appello dell’Aquila giunto a conclusione di un procedimento avviato un anno fa.
A escludere ripercussioni sulle elezioni comunali dello scorso anno che decretarono la vittoria dell’attuale sindaco Francesco Menna per soli 123 voti sull’avversario del centrodestra, Massimo Desiati, è una nota diffusa ieri con cui si vengono ricostruiti, ma in perfetto stile burocratese, alcuni passaggi. «Le decisioni definitive e utili alla proclamazione degli eletti sono competenza della commissione elettorale circondariale, avverso le quali può essere proposto ricorso in sede giurisdizionale, nei termini e nei modi prescritti», sottolineana una nota del Comune, «le due operazioni e funzioni non possono e non devono essere confuse o sovrapposte. Ancora più distinto resta, infine, il ruolo degli uffici della Corte d’Appello, chiamati a valutare l’idoneità dei presidenti di sezione sotto il profilo formale e della redazione dei verbali che accompagnano le operazioni elettorali nei seggi. Di fronte a incompletezze, manchevolezze, lacune o anche omissioni - sempre di natura formale - l’ufficio giudiziario distrettuale potrà procedere alla cancellazione dall’albo dei presidenti di seggio segnalati dalla commissione circondariale elettorale. Insomma, sono procedimenti e decisioni amministrative assolutamente distinti e diversi. Volerli mischiare significa operare una confusione irreale; arrivare poi a ingenerare dubbi sulla regolarità del voto significa mestare nel torbido con finalità assolutamente antigiuridiche e antidemocratiche. Le funzioni dei presidenti di seggio sono una cosa; i risultati elettorali proclamati dalla commissione circondariale sono altra cosa», continua la nota, «i provvedimenti amministrativi assunti dalla Corte d’Appello sono ancora altra cosa, e riguardano profili formali relativi alla tempestività nello svolgimento delle operazioni elettorali o alla compilazione di atti e verbali. Stiano, dunque, tranquilli i cittadini sulla vita democratica della città. Stiano tranquille anche altre figure di censori che utilizzano a sproposito i testi delle leggi elettorali».
Chiedono invece chiarezza le forze politiche della minoranza consiliare. Vogliono sapere se il risultato elettorale sia stato inficiato dalle irregolarità riscontrate e per dirimere la questione si sono rivolti ad un legale esperto in diritto elettorale con l’obiettivo di verificare se ci sono gli estremi per un ricorso.
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