Yokohama, appello dei sindacati «Subito l’incontro al ministero»

12 Agosto 2020

Ortona. È un corsa contro il tempo per difendere gli 84 posti di lavoro dopo la chiusura dell’azienda Attesa per il vertice a Roma. E il Partito comunista propone: lo stabilimento affidato ai dipendenti 

ORTONA . È una corsa contro il tempo per evitare il più possibile disagi a 84 dipendenti che si sono ritrovati senza lavoro da un giorno all’altro. Sulla vertenza Yokohama serve un punto di svolta che potrebbe arrivare dall’incontro al ministero dello Sviluppo economico. Il tavolo romano resta ora l’ancora di salvezza ma serve un’accelerata. Lo chiedono anche i sindacati: «È importante che si arrivi presto al confronto al ministero e per questo facciamo appello anche alla classe politica, affinché faccia pressione per stabilire una data che sia la più ravvicinata possibile», commenta Carlo Petaccia, della segreteria regionale Filctem Cgil Abruzzo Molise.
La proprietà giapponese ha aperto al confronto ma le parti restano distanti, perché sulla riapertura dell’azienda di contrada Tamarete non sembrano esserci margini. Tuttavia l’incontro romano potrebbe dare nuove speranze ai lavoratori dello stabilimento che produce tubi off shore per condotte petrolifere. Il sindacalista ribadisce le posizioni e l’importanza che la multinazionale nipponica ripensi alle proprie scelte: «Chiediamo alla Yokohama di fare marcia indietro, presentare un piano industriale e reinvestire, se serve anche in altri campi», continua Petaccia. «Qualora questa possibilità non ci fosse, un’altra opzione rimane quella di dare spazio a soluzioni alternative». E quindi nuovi possibili acquirenti pronti a rilevare il sito industriale. Ma anche sotto questo aspetto sarà importante comprendere l’apertura della proprietà ad una eventuale cessione. In merito in questi giorni delegazioni del Partito comunista d’Abruzzo, guidate dal segretario Antonio Felice, hanno incontrato i lavoratori della Yokohama ma anche quelli di un altro stabilimento, la Betafence di Tortoreto. «Il Partito comunista invita gli operai delle due aziende ad unirsi nella lotta, non nella ricerca di un nuovo padrone, ma nell’esproprio dei due siti, impossessarsi dei mezzi di produzione e delle quote di mercato che queste hanno», dichiarano dalla segreteria regionale. «L’affidamento ai lavoratori delle due aziende è prerogativa indispensabile per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali e produttivi, lo Stato dovrà farsi garante per la continuità produttiva e di aiuto, attraverso i ministeri competenti, per la commercializzazione degli stessi prodotti. È ora che si costruisca una grande lotta per il cambiamento di un sistema sociale, oggi iniquo e criminale», aggiunge il partito, «che vede una sparuta minoranza, appropriarsi della ricchezza prodotta dalla classe operaia». Dal partito arriva pieno sostegno ai lavoratori per questa vertenza, dichiarando che «non farà mancare il proprio supporto politico ed organizzativo alla causa della libertà vera, la libertà dal bisogno, la libertà espressa dall’unica vera maggioranza in ogni parte del mondo: la classe operaia e lavoratrice».
Pieno supporto alle maestranze arriva anche dal sindaco Leo Castiglione, che continua a seguire da vicino gli sviluppi insieme all’assessore alle attività produttive, Massimo Petaccia. Il Comune ha già predisposto misure per fronteggiare l’emergenza e nel frattempo mette in campo quanto nelle proprie possibilità per cercare di tutelare i numerosi posti di lavoro. «Continuerò anche a lavorare con l’assessore Mauro Febbo e con i sindacati, come sto facendo ormai da un anno», conclude il primo cittadino ortonese Castiglione, «per tentare di far desistere la proprietà della Yokohama».
©RIPRODUZIONE RISERVATA