Yokohama, c’è il rischio licenziamenti

13 Settembre 2020

Ortona. Sale la preoccupazione dei lavoratori. Ore decisive per il futuro, la procedura potrebbe partire a inizio settimana

ORTONA . Sono giorni caldi, forse decisivi, per il futuro della Yokohama di Ortona. Tra timori e speranze i lavoratori attendono notizie sugli sviluppi della vertenza che all’inizio della prossima settimana potrebbe arrivare ad un punto di svolta. Dopo il secondo tavolo ministeriale che si è tenuto nella giornata di mercoledì, le parti si erano lasciate con l’idea di un confronto entro il fine settimana tra la proprietà e il ministero dello Sviluppo economico per sviscerare alcuni aspetti normativi sulla possibilità di accedere ad eventuali ammortizzatori sociali. La Yokohama, infatti, aveva ribadito la volontà di avviare nei prossimi giorni la procedura di licenziamento collettivo che tutti vorrebbero scongiurare. Ecco perché queste ore sono di estrema importanza. Sindacati e lavoratori attendono notizie.
«È fondamentale evitare il licenziamento collettivo per salvaguardare la nostra posizione anche in ottica di un’eventuale nuova proprietà», dice un operaio. «Mai come stavolta istituzioni e parti sociali hanno fatto la loro parte per difendere gli 84 posti di lavoro. Ci auguriamo che la multinazionale si apra alle loro proposte e si arrivi ad un accordo. Nel frattempo noi continuiamo a fare manutenzione alle macchine, ad ulteriore testimonianza della nostra volontà di lavorare e farci trovare pronti qualora un nuovo gruppo acquisisca il sito produttivo e sia pronto a ripartire con la produzione nel più breve tempo possibile».
Il mancato licenziamento collettivo permetterebbe agli operai di mantenere in qualche modo un “contatto” con lo stabilimento e pensare ad un reintegro. «Stando a quanto detto nel tavolo ministeriale non sono molto fiducioso sulla possibilità di evitare la procedura di licenziamento collettivo», afferma però Riccardo De Feo, della Uiltec Uil. «Anche se questo dovesse verificarsi, tuttavia, non è detto che in corso d’opera la procedura non possa essere ritirata. La trattativa va avanti a 360 gradi e aspettiamo di conoscere le novità», aggiunge il sindacalista riferendosi agli incontri che avrebbero dovuto tenersi in questo fine settimana. Al momento non trapela nulla ma è chiaro che in queste ore si sta decidendo il futuro dei lavoratori.
E se dall’inizio della prossima settimana dovesse partire la procedura di licenziamento non è escluso che la forma di rimostranza dei lavoratori stessi non assuma contorni diversi, con l’organizzazione di proteste e manifestazioni. A confermarlo è lo stesso De Feo: «Non staremo con le mani in mano, stiamo valutando eventuali azioni da mettere in campo per far sentire la voce degli operai».
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