Yokohama, la vertenza adesso arriva alla svolta

Mancano solo 48 ore alla scadenza per presentare le offerte di acquisto del sito Resta la fiducia nei dipendenti. Petaccia (Cgil): «Decisivi i piani industriali»
ORTONA . Il countdown sta per terminare e il fatidico 26 ottobre è ormai alle porte. La vertenza Yokohama è sempre più prossima ad un bivio, ma la strada che verrà imboccata è ancora ignota. Tra le richieste dei sindacati e le speranze dei lavoratori, mancano appena due giorni al termine ultimi fissato per avanzare offerte vincolanti in merito all’acquisto dello stabilimento di contrada Tamarete chiuso dal mese di luglio. Tre sono stati finora i gruppi che hanno mostrato interesse per l’azienda e tutti nei giorni scorsi hanno effettuato un sopralluogo al sito per fare le proprie valutazioni prima di una eventuale concreta proposta alla proprietà giapponese. Non emergono indiscrezioni, al momento, sul fatto che queste siano già arrivate. Di certo, però, si percepisce un certo ottimismo nell’ambiente.
Le cordate interessate per ora rimangono nell’ombra, non svelando la propria identità, ma si tratterebbero comunque di gruppi importanti. Ed è questo un ulteriore motivo di fiducia tra i lavoratori. «Vogliamo guardare al futuro con positività», ribadiscono. «È arrivata l’ora della verità e siamo pronti a conoscerla, seppur ci sia un po’ di paura per quelli che potrebbero essere gli esiti delle trattative». E se gli operai continuano a sperare le parti sociali continuano a seguire ogni sviluppo legato alla vertenza. Così, se il 26 sarà il termine ultimo per la presentazione delle offerte vincolanti, venerdì prossimo è previsto un nuovo incontro. Dovrebbe tenersi in presenza nella sede di Confindustria, alle 11, e in quell’occasione con ogni probabilità si conosceranno le eventuali offerte pervenute dalle aziende interessate all’acquisto dello stabilimento. Ovviamente la speranza è che ce ne possano essere anche più di una, ma soprattutto che possano avere una progettualità che dia futuro alla Yokohama.
«Saranno importanti i piani industriali», commenta il segretario regionale della Filctem Cgil, Carlo Petaccia. «Le proposte dovranno essere legate ad un progetto serio e, dalle interlocuzioni avute, ci sono le condizioni per essere ottimisti. D’altronde lo stabilimento si trova in un punto anche favorevole, essendo vicino al casello autostradale», aggiunge il sindacalista. «Ora misureremo nei fatti la volontà di questi gruppi che hanno mostrato un interesse verso lo stabilimento. Speriamo che i piani industriali tengano presente la capacità organizzativa dell’azienda e il numero dei dipendenti. Valuteremo bene il progetto, che deve essere forte e soprattutto credibile».
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