Yokohama, lavoratori sul piede di guerra

Ortona. Gli 84 operai annunciano dure forme di protesta dopo la notizia dei licenziamenti collettivi
ORTONA. Il giorno dopo aver appreso la notizia della volontà della Yokohama di avviare la procedura di licenziamento collettivo, i lavoratori ieri sono tornati nuovamente al presidio per un ulteriore confronto sul da farsi. Delusione e rabbia sono i sentimenti che prevalgono tra le maestranze che ora sono pronte a dure manifestazioni di protesta. Vogliono difendere il proprio posto di lavoro fino alla fine, con l’auspicio che ci sia una svolta in positivo.
La procedura si è ufficialmente aperta con una pec che è arrivata nel primo pomeriggio di ieri nella quale era contenuta la comunicazione che ha confermato la decisione della multinazionale giapponese già annunciata nel corso del vertice ministeriale andato in scena nel tardo pomeriggio di lunedì. Subito dopo il tavolo, sindacati e lavoratori si sono ritrovati al presidio e hanno iniziato a studiare i prossimi passi da compiere. «Aspetteremo le comunicazioni da parte dell’azienda», avevano detto ieri mattina i lavoratori prima che arrivasse la pec. «Stiamo studiando le azioni da mettere in campo, abbiamo diverse idee».
Sulla vertenza intervengono anche la sottosegretaria al ministero dello Sviluppo economico, Alessandra Todde, e quella al Lavoro, Francesca Puglisi. «Consideriamo intollerabile la decisione da parte dell’azienda Yokohama di procedere con il licenziamento collettivo degli 84 dipendenti e di non accedere alla cassa integrazione Covid come proposto dal Governo», affermano. «Contestiamo la decisione unilaterale dell’azienda che, con questa immotivata presa di posizione, non tutela i livelli occupazionali nella delicata fase di cessione dell’azienda, che rischia di diventare così una mera operazione immobiliare».
Le maestranze adesso si aggrappano alle speranze che arrivano da una eventuale cessione dello stabilimento di contrada Tamarete. Tre le aziende interessate «ma non conosciamo i piani industriali», commenta il segretario regionale della Filctem Cgil, Carlo Petaccia. «Al momento sappiamo solo di questo interesse ma le incognite restano ancora molte, a partire e soprattutto in merito al futuro di tutti i lavoratori». Su questi ultimi il sindacalista è chiaro: «Sono molto arrabbiati per le decisioni prese». Ora si attendono le reazioni degli operai insieme ai sindacati, pronti a farsi sentire per difendere il futuro di 84 famiglie.(a.s.)
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