Zafferano e patata: Pizzoferrato punta sulle sue eccellenze

Domani la prima di una serie di iniziative sulle tipicità locali «Qui una produzione di qualità a 1.300 metri di altitudine»
PIZZOFERRATO. Pizzoferrato scommette sullo zafferano. Per lanciare il prodotto si lavora a una manifestazione prevista per i prossimi mesi e domani, alle 9.30, in Comune, è stato organizzato un convegno con esperti, con il Parco nazionale della Maiella e l’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara. L’iniziativa è promossa dal Comune e da Massimiliano Brutti, dall’associazione “NaturArte”.
Nel 2019 a Pizzoferrato si sperimentò uno "zafferaneto" utilizzando il metodo "Franco Ballone", che interverrà domani al convegno. L’innovazione dello zafferano di Pizzoferrato è di essere coltivato su un modulo sopraelevato, dove la gestione e raccolta viene svolta in posizione eretta, con un risparmio di lavoro del 60% e con una densità di bulbi maggiore. Infatti essa consente una produzione aumentata di quattro volte nei confronti della coltivazione tradizionale a terra su campo aperto. Nel 2019, il campo di Pizzoferrato fu il quarto esistente in Italia, dopo quelli in Lombardia, Lazio e Sicilia. Il risultato delle analisi di laboratorio ha evidenziato la qualità eccellente dello zafferano di montagna dei Monti Pizzi e le sperimentazioni hanno verificato che la coltivazione dello zafferano, ritenuta possibile fino ai 900 metri sul livello del mare, è possibile anche in montagna: Pizzoferrato è, infatti, a 1.300 metri.
Lo produzione dello zafferano quindi può collocarsi accanto al prodotto principe del luogo, la patata di montagna e agli altri come la genziana, i fagioli “suocera e nuora” e quelli “40 giorni”. Nel 2021, sempre a Pizzoferrato, è nata l’associazione nazionale Produttori associati zafferano (Paz), con Franco Ballone presidente. Furono istituite tre delegazioni operative: a Gela (Caltanissetta) a Mozzate (Como) e a Ozieri (Sassari). Gli associati utilizzano il metodo “Franco Ballone” codificato in un regolamento e disciplinare. Ballone, in un'intervista al Centro disse: «C’è una produzione aumentata nei confronti della coltivazione tradizionale a terra su campo aperto: mentre per produrre 1 chilo di zafferano essiccato in fili con la coltivazione a terra, occorre un’area netta di 1.000 metri quadri, con il metodo sul “modulo” ne occorrono 160».
Domani, durante il convegno, saranno fornite le informazioni per aprire un'azienda per coltivare lo zafferano, verranno conferite cittadinanze onorarie allo chef stellato Giuseppe Tinari e a Franco Ballone, sarà annunciata l’istituzione del premio “Pistillo d'oro”.
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