«Zes inesistente a Vasto» L’ira di Menna e Zecca

20 Febbraio 2019

Sindaco e Confindustria: mortificante la previsione della Zona economica speciale Delibera regionale «disattesa», il neoconsigliere Marcovecchio: studierò le carte

VASTO. La Zona economica speciale (Zes) a Vasto e San Salvo non sarà «minima», sarà «sostanzialmente inesistente». A denunciare il mortificante provvedimento che ancora una volta penalizza il comprensorio vastese è Confindustria. La denuncia dell’associazione degli industriali fa il paio con l’indignazione del sindaco Francesco Menna. «La delibera della ex giunta disattende le indicazioni che io insieme ad Arap, Confindustria e Comitato di gestione avevamo dato. Interverrò nelle sedi opportune», dice il sindaco. Preferisce non sbilanciarsi per il momento il neoconsigliere regionale Manuele Marcovecchio. «Voglio capire prima cosa è successo», dice.
CONFINDUSTRIA. Fatta eccezione per il porto di Punta Penna, sulle restanti aree inserite nella bozza della ex giunta guidata da Lolli insistono terreni in ampliamento non infrastrutturati o soggetti a vincoli archeologici e idrogeologici. «Ha vinto», accusa Confindustria, «chi non voleva l’espansione della zona industriale; chi da anni lotta per l’impoverimento del territorio. Nonostante la scelta del legislatore italiano di favorire lo sviluppo delle imprese collegate alla logistica marittima e le indicazioni sulla mappatura delle aree Zes, in Abruzzo hanno vinto altri comuni, distanti magari centinaia di chilometri dai nostri porti. Con una delibera “last minute” hanno umiliato Vasto». Il presidente Gennaro Zecca chiede al nuovo governo regionale un incontro urgente. Zecca sollecita una riflessione seria perché a fronte delle ricognizioni fatte da Confindustria nei mesi scorsi, a seguito delle osservazioni ufficiali inviate in Regione a dicembre 2018, di fatto ci sono importanti investimenti di aziende insediate da anni nel Vastese che rischiano di perdere i benefici della Zes. «Per non parlare», aggiunge Confidustria, «delle aree doganali all’interno delle aree Zes in cui sarà consentito operare in regime di sospensione dell’Iva. In mancanza di una revisione della delibera del 7/2/2019, più di qualcuno dovrà assumersi delle responsabilità».
IL SINDACO. «Avevo organizzato a Vasto un summit sulla Zes e approvato una delibera condivisa con tutti gli enti del territorio», dice il sindaco. «Sono perplesso e preoccupato per quello che è successo. Andrò a fondo e interverrò nelle sedi opportune con iniziative anche clamorose. Sono stato il primo ad invocare la Zes. Vasto non può accettare quello che è accaduto.
IL NEO CONSIGLIERE REGIONALE. La nuovo giunta eredita una questione piuttosto spinosa. «La questione va studiata ed è quello che intendo fare già questa settimana», dice il consigliere regionale Marcovecchio. «Devo capire cosa è accaduto. Farò degli approfondimenti e solo dopo potrò sbilanciarmi». E intanto la città aspetta risposte, perché rischia una pericolosa marginalizzazione. (p.c.)
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