Zio Peppe e nonna Nina addio ai due centenari

Giuseppe Giambuzzi fu il presidente dell’amministrazione ospedaliera della città Anna Pescini, classe 1913, trattò coi tedeschi per salvare il marito dalla guerra
ORTONA. La somma dei loro anni avrebbe permesso di raccontare due secoli di storia, di esperienze, di vissuti. Ortona ieri ha salutato per l'ultima volta due nonni della città, che andavano a comporre quella folta rappresentanza di centenari, ben tredici stimati al 31 dicembre 2015, di cui purtroppo ora non fanno più parte Giuseppe Giambuzzi e Anna Pescini. 100 anni lui, 102 lei, sono deceduti durante quest'ultimo fine settimana, e ieri si sono svolti i funerali di entrambi.
GIUSEPPE GIAMBUZZI. Con lui viene a mancare una vera e propria istituzione a Ortona. Zio Peppino, come tutti lo chiamavano, era considerato il papà della Asl, visto che fu prima consigliere dell'amministrazione ospedaliera di Ortona e poi, nella seconda metà degli anni Settanta, presidente, quando la sanità non aveva ancora un sistema statale. È stato un uomo di spicco del dopoguerra Giambuzzi, una persona che si è fatta apprezzare per la sua capacità di contribuire alla crescita del territorio, tanto che il pensiero comune di molti cittadini è che "zio Peppino" sia stato il miglior ortonese del dopoguerra. Un personaggio avvezzo al lavoro, un contadino che si era sposato durante la seconda guerra mondiale con la signora Maria Seccia, dalla cui unione sono nati i figli Mariacristina e Tommaso. Giambuzzi durante l'epoca fascista aveva dovuto rinunciare a coltivare i suoi campi per intraprendere la carriera militare: otto anni dedicati alla sua patria nel corso dei quali veniva continuamente riconvocato alle armi in uno dei periodi più bui della storia contemporanea. Poi c'era la politica, che lo ha accompagnato durante la sua esistenza.
Aveva seguito le orme di suo nonno, iscrivendosi al Partito socialista. In seguito alla sua scissione, decise di passare al Psiup (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria). Per vent'anni il signor Giuseppe è stato consigliere comunale, per altri dieci consigliere provinciale. Esperienze queste, che lo avevano portato ad essere scelto quale presidente dell'amministrazione ospedaliera ortonese. Tuttavia le sue origini non le aveva mai dimenticate, tanto da tenere in piedi per vent'anni l'Alleanza Contadina, il sindacato degli agricoltori. Era impossibile non apprezzarlo, e ieri nella chiesa di Santa Maria delle Grazie gli ortonesi lo hanno salutato con la consapevolezza di dire addio ad un grande uomo.
ANNA PESCINI. Per tutti Nina, nata il 29 agosto 1913, si è spenta a 102 anni. Una persona coraggiosa, grintosa e dalla forte tempra, che invitava tutti alla speranza e ad avere fiducia, anche nei momenti più difficili. Era l'unica donna di sette fratelli, e ha vissuto i periodi dei due conflitti mondiali.
La guerra l'aveva vista in qualche modo protagonista dato che si era adoperata, trattando con i tedeschi, per far ottenere al marito il congedo dall'arruolamento al quale era stato chiamato. Nel 1948, dopo aver abitato per qualche anno a Vasto e Casalbordino, era tornata ad Ortona. Nella cattedrale di San Tommaso Apostolo ieri si sono svolte le esequie. I figli Giorgio e Franco, le nuore Cristina e Gabriella, i nipoti Federica, Andrea e Francesca, il fratello Antonio, le hanno tributato l'ultimo saluto. Ortona perde due pezzi di storia, persone d'altri tempi, e non solo anagraficamente. Ma i valori e il bene che hanno saputo trasmettere rimarranno impressi nei cuori e nelle menti di chi li ha conosciuti. Zio Peppino e Nina non verranno dimenticati.

