Ztl, avvio tra le polemiche

Aperti due controlli nelle zone a traffico limitato: sì dei residenti, no dei negozianrti
CHIETI. I commercianti mugugnano. I residenti sono invece soddisfatti. Sono le due facce della stessa medaglia: l’attivazione del sistema di controllo elettronico ai varchi delle zone a traffico limitato. Da ieri è iniziato il periodo di sperimentazione con la telecamera che legge il numero di targa di qualsiasi veicolo e controlla se il mezzo ha l’autorizzazione per attraversare la ztl, se è in regola con assicurazione e revisione o se è stato rubato. Sono quattro i varchi con l’occhio di falco pronto a rilevare qualsiasi anomalia: via De Lollis, via Ravizza, corso Marrucino e via Toppi. Ieri si è iniziato dai primi due, con tanto di vigili urbani che bloccavano i mezzi senza autorizzazione e avvisavano che le telecamere erano in attività. All’entrata c’era pure la scritta luminosa che segnalava che il varco era attivo. Sfortuna ha voluto, però, che uno dei due led dei varchi elettronici, quello in via De Lollis, appena dopo il teatro Marrucino, si fosse improvvisamente guastato.
«Il periodo di sperimentazione consiste nella cosiddetta “attivazione assistita” durante la quale, nelle vicinanze di ciascuno dei due varchi di accesso, sarà presente una pattuglia della polizia municipale per avvertire l’utenza che il sistema di rilevazione delle targhe è attivo», ha spiegato l’assessore alla viabilità Mario Colantonio. «Chi non è in regola con le autorizzazioni che consentono il passaggio sarà invitato a prendere un’altra direzione di marcia. Durante l'attivazione del servizio, gli agenti controlleranno anche i mezzi in sosta. Nel frattempo per un mese il sistema verrà testato e rileverà i transiti, per ora senza fare multe, ma controllando anche la regolarità dei mezzi di passaggio».
«Questo periodo di sperimentazione», ha aggiunto il comandante della Polizia locale Donatella Di Giovanni, «per noi rappresenta sicuramente un grande sforzo. Ma lo facciamo volentieri a tutela dei cittadini». La comandante ha inviato davanti al Marrucino, in via De Lollis, gli agenti scelti Maria Sanna e Paolo Iezzi e in via Ravizza l’agente scelto Alfredo Ciccocioppo e l’agente Antonio Quintilio. «L’avvio è stato confusionario», ha aggiunto, «ma siamo sicuri che le cose miglioreranno». I vigili hanno dovuto gestire anche chi cadeva dalle nuvole, nonostante le zone a traffico limitato siano nate in città nel 1999, ai tempi del sindaco Nicola Cucullo, per opera dell’attuale sindaco Umberto Di Primio che allora era assessore alla viabilità. I divieti, dunque, sono in vigore da parecchi anni, solo che senza il controllo delle telecamere sono stati tranquillamente ignorati da tanti. Brutte abitudini, dure a morire. Ieri mattina un motociclista non si capacitava: «Devo andare in palestra», ripeteva alla vigilessa, «è qui a 50 metri». «Allora lasci la moto, vada a piedi e ne approfitti per fare riscaldamento», ha sbottato alla fine lei. Ma i residenti hanno gioito: «Finalmente», ha detto Paolo Pirolo che abita nella ztl di via De Lollis, «questi vicoli sono sempre trafficatissimi, nonostante siano molto stretti». Giustino D’Arcangelo abita alla Civitella e si dice sempre a favore dell’ordine, «purché tutto sia ben gestito», aggiunge. Luciano Emiliani, conosciuto come il “pittore delle ombre” perché disegnava ombre sui muri, aggiunge qualche elemento di criticità: «Sono d’accordo nel rendere certe zone a dimensione d’uomo e non di auto, ma bisognerebbe anche riportarci gli uomini, visto che non ce ne sono più». Osvaldo Izzo gestisce la tabaccheria di via di Porta Napoli e tocca subito il problema che affligge la categoria dei commercianti: i parcheggi. «È vero che il centro storico va protetto», dice, «ma bisogna dare la possibilità alle persone di venirci in centro». Giuseppe Sereno è invece un nonno che va ad accompagnare il nipotino all’asilo della Civitella e per lui il nuovo sistema risulta «un po’ difficile». Pietro La Valle, infine, non si capacita del fatto che i divieti valgano anche per le moto: «Questo sistema è ridicolo», sbotta, «il bello di Chieti sono proprio i vicoli. Chi ha messo questi divieti dimostra di non essere un autentico Teatino».

