Zulli: «Cucullo e la politica, antesignano anche di Berlusconi»

24 Luglio 2015

di Giustino Zulli * Ricordare un personaggio della vita politica cittadina, con le sue luci e le sue ombre, non è certamente facile ma nessuno potrà mai negare che Nicolino Cucullo, a suo modo, ha...

di Giustino Zulli *

Ricordare un personaggio della vita politica cittadina, con le sue luci e le sue ombre, non è certamente facile ma nessuno potrà mai negare che Nicolino Cucullo, a suo modo, ha segnato un'epoca. Quella del dopo-tangentopoli che a Chieti, come purtroppo in tante altre città italiane, portò all'ingloriosa decapitazione di un ceto politico dirigente che aveva cannibalizzato le nostre istituzioni democratiche. Cucullo è stato un Sindaco sanguigno. Popolano nel senso più nobile del suo significato e forse proprio per queste qualità è stato eletto per ben tre volte, anche se, intuizioni di piazza Malta e rilancio del Teatro Marrucino a parte, che sono state sue iniziative vincenti, non mi pare che si possa dire, serenamente, che nel corso dei suoi 11 anni di governo, la nostra città sia andata avanti.

Nella ricostruzione che qualcuno ha fatto di alcuni episodi che in qualche modo hanno contribuito a creare il personaggio Cucullo, a mio parere non è stato ricordato, con il giusto riconoscimento, che il vero protagonista che fece esplodere il sistema tangentizio locale fu lo scomparso prematuramente avv. Vittoriano Bucci, per molti anni serio e determinato combattente in rappresentanza, nel Consiglio comunale, del Partito Repubblicano Italiano, allora diretto dall'inflessibile Ugo La Malfa. E forse fu il mancato accordo per una sua candidatura a Sindaco, da parte di tutte le forze democratiche e progressiste, a spianare la strada verso Palazzo d'Achille a Cucullo che, sconvolgendo ogni pronostico, sbaragliò le candidature di Lelio Scopa, apprezzato commercialista, e dell'allora giovanissimo architetto Gianfranco Conti.

Nicolino Cucullo fu, col suo modo pirotecnico di fare, un politico molto fantasioso. Capì, anche prima di Berlusconi ed altri statisti più recenti, che bisogna fare proposte anche di improbabile realizzazione ma capaci di restare nella mente degli elettori. Più del piede di porco, della mitica "500 rossa", delle pungenti ed ironiche storpiature dei nomi e cognomi dei suoi avversari politici per ridicolizzarli, credo che conquistò molti voti di persone non di destra, che per anni avevano votato Dc e non si sentivano ancora pronte a votare un candidato proveniente dall. a storia del PCI, con la fantasiosa ma irrealizzabile "terza corsia sulla Colonnetta".

E prima di Berlusconi ed altri ha anche capito il grande ruolo della stampa scritta e parlata, nazionale e locale, per la creazione di un personaggio, sia con dichiarazioni scioccanti ("Hitler è stato il più grande statista della storia. Peccato solo che non abbia fritto tutti gli ebrei" che gli costarono anche una querela ma lo portarono all'attenzione della stampa non solo nazionale o con le discutibili decisioni di ospitare il "campo Hobbit" in città) che con la partecipazione, da battitore libero, a tutte le trasmissioni politiche che venivano allora realizzate. Con Nicolino mi sono spesso confrontato e anche scontrato duramente ma sempre lealmente, provenendo io dal PCI e lui dal MSI. Ma non siamo mai stati nemici.

Anzi, quando mi laureai, in età avanzata, mi inviò un messaggio che conservo ancora. C’era scritto "al cortese avversario e amico".

(*ex segretario regionale Cgil)