È ancora caccia all’aggressore del 21enne

La lite finita nel sangue tra i locali: i carabinieri passano al setaccio le riprese delle telecamere
CHIETI. Tre risse finite nel sangue davanti ai locali di Chieti Scalo. Ecco cosa c’è alla base dell’ordinanza contro la movida violenta firmata ieri dal sindaco Diego Ferrara. Tre aggressioni in tre settimane che hanno portato la prefettura e la questura a chiedere a Ferrara di chiudere i locali all’una di notte, sia allo Scalo che in centro.
Sull’ultima rissa, costata il ricovero in ospedale con il naso rotto per uno studente 21enne pugliese, sono ancora in corso le indagini dei carabinieri: visionando le riprese delle telecamere tra viale Benedetto Croce e via Pescara, i carabinieri stanno cercando di ricostruire cosa è successo intorno all’una nella notte tra venerdì e sabato scorsi e di dare un nome e un cognome agli aggressori. In base a una prima ricostruzione, l’universitario ha iniziato a discutere con un altro giovane. Forse gli animi si sono accesi per una ragazza, ma si tratta solo di un’ipotesi iniziale. Così come è probabile che l’alcol abbia contribuito ad alzare i toni. Fatto sta che la lite è degenerata, coinvolgendo almeno sei o sette persone e sono volati pugni. Una consuetudine ormai: il 19 settembre, sempre in viale Benedetto Croce, un 31enne è stato preso di mira da tre dominicani che lo hanno colpito alla testa anche con una bottiglia di vetro. Il 12 settembre tre giovani marocchini sono rimasti feriti in una rissa scoppiata in viale Benedetto Croce: hanno raccontato di essere stati aggrediti con calci e pugni da una quindicina di persone. La movida violenta allo Scalo è stata anche al centro del comitato per l’ordine pubblico.

