È caccia ai piromani di Punta Aderci

1 Settembre 2020

Al via le indagini di carabinieri e guardia costiera: acquisite le immagini delle telecamere e ascoltati i primi testimoni

VASTO. Caccia ai piromani che hanno scatenato l’inferno sul promontorio di Punta Penna e nella riserva di Punta Aderci. Entrano nel vivo le indagini all’indomani del rogo che ha seminato paura a Vasto, creando disagi a residenti e turisti con danni incommensurabili al patrimonio ambientale. Danni pesanti stigmatizzati dal Comune. A poca distanza dal punto in cui, domenica, è partito il fuoco che ha devastato la costa e l’area dunale della zona protetta della marina venti giorni fa c’era stato un altro incendio subito domato che aveva creato già diversi danni. Purtroppo domenica, a causa del libeccio e della vegetazione, il rogo è diventato enorme in pochi minuti. Su quanto accaduto domenica è stata aperta un’inchiesta. Acquisite dagli investigatori le immagini delle telecamere della videosorveglianza e di alcuni privati; ascoltati anche molti villeggianti.
Unanime lo sgomento del mondo politico. Ieri mattina il presidente della Regione, Marco Marsilio, accompagnato dai consiglieri comunali Vincenzo Suriani e Francesco Prospero, dall’assessore Paola Cianci e dai rappresentanti della Cogestre, la cooperativa che gestisce la riserva, ha voluto vedere da vicino il litorale devastato dal fuoco. Prima del governatore erano stati sul posto il sottosegretario Gianluca Castaldi e il consigliere regionale Pietro Smargiassi. Le fiamme hanno incenerito anche la passerella della riserva, il terreno intorno al box informativo e il laghetto degli anfibi. Il punto da cui è partita la miccia è stato individuato. La similitudine con il rogo che venti giorni fa ha distrutto Vasto marina alimenta l’ipotesi del dolo. Un gesto scellerato compiuto, non a caso, in un giorno di scirocco. Sugli incendi scoppiati in sequenza ad agosto indagano sia la capitaneria di porto che i carabinieri forestali. Dal inizio mese il Vastese è accerchiato dai roghi. Il 4 agosto un incendio sospetto aveva interessato Punta Penna, Punta Aderci, Zimarino e Torre Sinello, arrivando a lambire Casalbordino. l giorno dopo, un’ampia fetta di vegetazione retrodunale – a Vasto marina – era andata distrutta insieme a ettari di frutteti. Spento il fuoco, fra la vegetazione incenerita, la polizia locale aveva ritrovato centinaia di proiettili. Più a sud, il fuoco aveva colpito le aree vicine alla stazione Vasto-San Salvo. Il 27 agosto un nuovo incendio ha turbato la serenità dei villeggianti che prendevano il sole sulla spiaggia di Mottagrossa a Punta Penna. L’incendio, ancora una volta, è arrivato a lambire la ferrovia. Il giorno successivo una serie di incendi ha messo in ginocchio San Salvo. Domenica, mentre bruciava la Riserva, è scoppiato un incendio alla periferia di Cupello. Un incubo al quale le forze dell'ordine vogliono mettere fine.