È guerra dei parcometri tra Comune e Blu Parking

13 Luglio 2019

L’accusa di Marcotullio: «Le nuove 24 colonnine sono state montate sulle basi di quelle vecchie, che sono di mia proprietà: devono ridarmele o si va in causa»

CHIETI. Scoppia la guerra dei parcometri tra il Comune e la Blu Parking, la società che ha gestito i parcheggi a pagamento in città fino allo scorso 30 aprile. L’azienda dell’imprenditore Alfiero Marcotullio accusa l’ente di essersi «appropriato delle basi dei parcometri», sulle quali sono state montate le nuove colonnine. Attualmente ad occuparsi delle strisce blu in tutta Chieti – compresi l’ospedale e il centro commerciale Megalò – è la Teateservizi, società controllata al 100% dal Comune. Si prevede, dunque, l’ennesima battaglia a colpi di carte bollate dopo i numerosi procedimenti già avviati davanti al tribunale civile teatino e al Tar di Pescara: da un lato, la Blu Parking chiede un risarcimento di 8 milioni di euro; dall’altro, l’amministrazione comunale ne vuole 8 e mezzo.
I nuovi 24 parcometri sono stati installati dalla Teateservizi in piazza Garibaldi, via Martiri Lancianesi, via Discesa delle carceri, via Principessa di Piemonte, via Spaventa, via Vernia, viale IV novembre, via Marco Vezio Marcello, piazza Umberto I, corso Marrucino, piazza Ercole Rocchetti, largo Cavallerizza, piazza San Giustino, viale Benedetto Croce, viale Abruzzo, via Scaraviglia e via Ortona.
Mercoledì mattina l’avvocato Antonio Pimpini, difensore di Marcotullio, ha inviato una diffida al Comune. «La società Blu Parking mi riferisce che, senza titolo alcuno e con scelta comportamentale del tutto illecita», è scritto nella lettera, «il Comune si è appropriato delle basi dei parcometri di proprietà della mia assistita. Pertanto, vi invito all’immediata rimozione dei parcometri allocati sui supporti di proprietà di Blu Parking e alla successiva riconsegna degli stessi, previa rimozione del suolo pubblico. Resta inteso che, in difetto, la Blu Parking procederà alla tutela delle proprie ragioni in ogni sede consentita». Tradotto: o fate come diciamo noi, oppure ci vediamo in tribunale.
I parcometri sono stati attivati dalla Teateservizi all’inizio di luglio. In realtà, il servizio sarebbe dovuto partire – come da contratto – lo scorso primo maggio. Ma la Teateservizi, che se lo è visto affidare da un giorno all’altro, pur cercando di snellire al massimo le farraginose procedure della pubblica amministrazione, è riuscita ad avere i parcometri solo due mesi dopo. Il costo, come sottolineato dall’azienda, è contenuto rispetto al prezzo di mercato. Per ogni colonnina, infatti, si sono spesi circa 3mila euro.
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